Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <52>
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Marco Bocci
sia delle professioni, mentre anche i ricchi mercanti di campagna accrebbero il numero e l'influenza del proprio gruppo, destinato a ricoprire particolare importanza nella gestione degli approvvigionamenti. Fu numeroso anche l'ingresso di negozianti e commercianti in genere, tra i quali quel Samuele Alatri successivamente consigliere della Banca dello Stato Pontificio e asses­sore nel 1870.
L'esistenza stessa di un'istituzione, quella municipale, che si caratteriz­zava per la sua guida moderata, costituì quindi uno dei contributi più importanti della città di Roma alla rivoluzione, poiché permetteva a que­st'ultima di mantenere un legame forte con quell'ampia parte della popola­zione che, pur subendo malvolentieri i disagi del governo pontificio, non appariva ancora pronta per schierarsi in favore della Repubblica. E dai protagonisti più accesi e rappresentativi, Mazzini in testa, l'interposizione del Municipio quale cuscinetto tra elemento rivoluzionario sostanzial­mente estemo alla città e popolazione fu accettato di buon grado, pur se furono ben presto chiari i limiti che il potere superiore poneva all'attività di quello locale. H Comune, infatti, si sarebbe dovuto occupare solo delle proprie competenze amministrative come d'altronde sarebbe stato ovvio in una situazione di normalità, quale non era certo quella del biennio *48-'49 abbandonando il ruolo politico che aveva talvolta assunto nel corso dell'anno precedente, intervenendo, attraverso proclami e indirizzi di sollecito al pontefice, proprio a favore della lotta per l'indipendenza nazio­nale.
Non poteva essere altrimenti: tale compito non aveva più motivo di essere, ora che la rappresentanza politica era stata assunta in prima persona dal Triumvirato e dall'Assemblea. Inoltre, non si può tacere della ostilità che, pur tra tanti attestati di stima, un impegno politico del Municipio avrebbe suscitato tra chi in realtà, ancora una volta Mazzini in prima fila, diffidava del ceto borghese romano.
Per valutare l'importanza della municipalità durante la Repubblica dobbiamo quindi concentrare la nostra attenzione sull'operato dei consiglieri nel tentativo di assicurate comunque, pur nel corso della guerra, la tenuta della gestione amministrativa e, soprattutto, nel far fronte alle emergenze della città assediata.
Diverse le questioni sul tappeto: se della composizione della rappre­sentanza ho fatto cenno, ci dobbiamo ora chiedere quale fu la struttura organizzativa adottata dal Consiglio che si insediò il 26 aprile, due giorni dopo lo sbarco dei francesi a Civitavecchia; quali le risorse finanziarie disponibili; quali, infine, le concrete misure adottate.