Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <54>
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Marco Bocci
Giuseppe Gabussi e composta per la gran parte da elementi democratici ed espressione del Circolo popolare ormai dominante nella capitale, avrebbe dovuto formare le liste elettorali per la Costituente. Tale incarico era stato rifiutato da Corsini il quale, vista l'inutilità dei propri sforzi per evitare che il Municipio fosse coinvolto nell'avventura repubblicana, negli ultimi giorni di gennaio lasciò la propria carica e la città. Alla seconda commissione, guidata dal conte Curzio Corboli e di espressione più moderata, fu invece affidato, sulla scorta del decreto del 31 gennaio, il compito di preparare le liste elettorali e organizzare le elezioni della nuova rappresentanza munici­pale.
Giungiamo così al 26 aprile, data a partire dalla quale si concretizza­rono diversi cambiamenti nella struttura organizzativa comunale. In prece­denza le competenze erano ripartite in quattro divisioni, a loro volta com­poste da due sezioni a capo delle quali era un conservatore, coadiuvato da un numero variabile di consiglieri. Ora i conservatori e i singoli uffici arnrninistrativi assunsero direttamente la conduzione delle varie attività mentre quattro commissioni sanità, approvvigionamenti, infortuni e soccorsi presiedute ciascuna da un conservatore, si sarebbero occupate dei bisogni della città assediata. Il loro lavoro non avrebbe dovuto sostituirsi a quello ordinario ma affiancarsi ad esso per affrontare l'emergenza, tant'è che il Ministero delle Finanze assegnò per queste esigenze un contributo straordinario di 100.000 scudi.
Vi era poi un organismo, fortemente voluto da Sturbinetti, che ricopri un ruolo a cavallo tra la amministrazione ordinaria e quella straordinaria, esercitando una sorta di supervisione. Si trattava della Commissione centra­le, all'interno della quale vennero ancora dibattuti, seppure in maniera certo meno incisiva del passato, alcuni progetti di riforma della macchina buro­cratica cittadina. Questo organismo fu presieduto dallo stesso senatore, con il quale collaborarono i conservatori Lunati, Galeotti e Piacentini e i consi­glieri non impegnati nelle altre commissioni.
In particolare la Commissione centrale, nelle intenzioni di Sturbinetti, che aveva già presentato una proposta analoga al precedente Consiglio, avrebbe dovuto rappresentare lo strumento per realizzare il controllo unifi­cato della gestione di tutti i rami aziendali Anche Lunati collaborò all'ini­ziativa elaborando un progetto nel quale, oltre a esprimere la necessità di una maggiore proessionalizzazÌone degli impiegati, sosteneva l'indispensa­bilità di una trattazione centralizzata delle varie istanze presentate al Comu­ne, che invece continuavano a venire svolte da più uffici in maniera assolu­tamente scoordinata.