Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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Marco Bocci
una media di 2.300 unità, con punte di 3.000. La gravosa eredità della gestione di costoro fu lasciata, dopo la Restauratone, alla Commissione provvisoria municipale che si installò alla metà di luglio e costituì uno dei principali punti di conflitto fra essa e i rappresentanti del potere pontificio.
La Commissione di sanità, presieduta da Alceo Feliciani, fu totalmente assorbita dall'assistenza ai feriti. Allo scopo si occupò di far approntare, oltre agli ospedali già esistenti, anche alcuni conventi, tra cui quello alla Scala e quello di S. Pietro in Montorio, e altri luoghi di emergenza, quali il palazzo del S. Uffizio e la canonica di S. Maria Maggiore. Tra coloro che si occuparono della cura dei difensori della città ritroviamo una nobile figura della passata aniministrazione, quel professor Paolo Baroni, noto chirurgo, il quale, alla restaurazione di Pio IX, avrebbe pagato il suo leale appoggio alla Repubblica con l'estromissione dall'insegnamento universitario e da tutti i prestigiosi incarichi ricoperti in passato.
Tra le altre incombenze non possiamo dimenticare la raccolta di fondi per appoggiare le operazioni di difesa. La Commissione dei soccorsi, per mezzo dei presidenti regionari e degli stessi consiglieri comunali, si occupò di raccogliere nei rioni le offerte di denaro, argenteria e manufatti. H Monitore Romano ci informa con puntualità dei risultati di tale raccolta. Sappiamo così che furono raccolti denaro e manufatti per un valore di circa 150.000 scudi, per la gran parte in oggetti d'argento da avviare alla zecca per coniare moneta erosa. A fianco di queste cifre, le offerte di utensili di rame, lenzuola, tela, camicie usate, ci danno la misura delle condizioni in cui di giorno in giorno scivolavano la città e i suoi difensori.
Dunque, come è facile intuire, la drammaticità dell'assedio impedi ai consiglieri, presi da queste più immediate urgenze, di andare oltre la minima gestione delle pratiche correnti.
Va d'altronde esaminato anche un altro aspetto della vita municipale tra aprile e luglio '49: quello costituito dai rapporti tra rappresentanza capitolina, Costituente e Triumvirato. Essi possono essere riassunti in breve: mentre nell'Assemblea non ci furono quasi echi dell'attività comunale, il Triumvirato, come accennato, lasciò al Campidoglio campo libero, per quanto le circostanze lo permettevano, nell'esplicamento delle competenze ordinarie, oppure, più spesso, lo considerò come mero esecutore delle incombenze materiali appena descritte.
Ci colpisce però, pur di fronte all'operato di una municipalità che avrebbe certo avuto bisogno di un lungo periodo di pace per poter raggiun-