Rassegna storica del Risorgimento

Stato pontificio. Civitavecchia. Secoli XVIII-XIX
anno <1999>   pagina <58>
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Marco Bocci
temente nell'esercizio delle attribuzioni municipali, senza intendere però di associarsi a cose che oltrepassassero la linea di tali attribuzioni.5)
Ai cittadini poi, Sturbinetti ribadi la volontà di non lasciarli da soli di fronte alla restaurazione: la municipalità, dichiarò, riceverà sempre i vostri reclami, né risparmierà la sua interposizione presso qualunque autorità, onde vi sia resa giustizia, onde abbiano sempre a diminuirsi le gravezze dell'at­tuale stato di cose >
Ormai però le possibilità di intervento del Campidoglio repubblicano erano terminate. Dopo alcuni incontri con i rappresentanti dei francesi per affrontare le questioni più urgenti, quali i lavori della beneficenza, il caser­maggio della truppa e la partenza dei militari repubblicani provenienti da altri Stati, il 13 luglio il Consiglio si dimise e al suo posto subentrò la Commissione nominata da Oudinot
Anche se la vitalità iniziale era ormai spenta, non era però del tutto scomparsa l'esperienza riformista della municipalità originaria. Oudinot, come abbiamo visto, non volle annullare del tutto i risultati positivi rag­giunti da quest'ultima e fu cosi che tra i 15 membri che inizialmente com­posero la Commissione provvisoria municipale richiamò alcuni tra coloro che, pur non avendo partecipato alla Repubblica, esprimevano ancora le istanze della parte liberale moderata. Il punto di riferimento, dunque, conti­nuava ad essere la rappresentanza del '48.
È proprio per questo motivo che, accanto al principe Pietro Odescal-chi, presidente, che con la sua appartenenza all'alta aristocrazia romana offriva al pontefice garanzie di equilibrio e fedeltà, ritroviamo elementi già conosciuti Tra gli altri, ancora una volta Filippo Massani oppure Ottavio Scaramucci, il quale riprese l'opera di riorganizzazione degli uffici alla quale si era dedicato in passato. E poi personaggi come Giuliano Pieri o Felice Des Jardins, che si richiamavano entrambi al movimento liberale piemon­tese, con il quale erano in contatto.
Era, beninteso, una battaglia di retroguardia, se di battaglia si può par­lare, visto che si cercò semplicemente di impedire che non tutti Ì pochi frutti della riforma iniziata da Pio IX in Campidoglio andassero perduti. Era una battaglia, inoltre, contro la quale combattevano duramente le forze della restaurazione, nella persona del cosiddetto triumvirato rosso, composto dai cardinali Ludovico Altieri, Gabriele della Genga Sermattei e Luigi Vannkelli Casoni, inviati da Pio IX a ripristinare l'ordine a Roma,
5> ASC, Verbali dei Consigli generali, 5 luglio 1849.
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