Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <70>
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70 Laura Francescangeli
sivo degli strati profondi della popolazione, quei ceti subalterni in lotta quotidiana per la sopravvivenza, indifferenti agli avvicendamenti politici o potenzialmente ostili, perché resi turbolenti dalla crisi economica17) e dal venir meno delle occasioni di lavoro che in tempi normali assicurava alle maestranze operaie ed artigiane l'economia di produzione e scambio ruo­tante intorno alla corte pontificia e alle famiglie nobili, anch'esse ora lontane da Roma, oltre che al transito dei forestieri nella capitale della cattolicità e del turismo antiquario. Entrambe queste forme di assedio avrebbero potuto porre in crisi il progetto politico dei repubblicani, impedendo quell'allarga­mento delle basi sociali del nuovo stato, che avrebbe dovuto, negli intenti dei rivoluzionari, consentirne la sopravvivenza.
Urgeva dunque, in primo luogo, educare il popolo, istruire chi non ne aveva mai fruito, all'uso degli strumenti dell'autogoverno e pensare a politiche di intervento e penetrazione sociale; creare cioè, coinvolgendo tutti gli strati della popolazione, un clima d'adesione, ai valori nuovi della demo­crazia, in una parola: organizsare il consenso. La sfera di visibilità, oltre quella della preparazione delle consultazioni elettorali, in cui maggiormente agì il gruppo coordinato dal Corboli, secondo quanto ci mostrano i documenti la corrispondenza con gli organi del governo, soprattutto il Ministro dell'in­terno, i manifesti alla cittadinanza, le informative e le note di servizio fu dunque soprattutto quella dell'organizzazione delle cerimonie pubbliche, solenni liturgie partecipative e momenti intensi di pedagogismo civile della Repubblica- Il loro apparato era volto a suscitare l'adesione della collettività ai princìpi dello stato democratico e lo spirito di fedeltà alle sue istituzioni. L'identità politica e ideale della Repubblica si sostanziava in gran parte nei valori della Romanità, nelle tradizioni di grandezza civile e virtù militari connesse con il mito storico dell'Urbe antica, rappresentate dal Campido­glio. Dunque lo spazio fisico e simbolico della grande piazza sull'arce ed i azzi ove ora aveva sede l'amministrazione comunale divenivano i luoghi
I7) Anche in seno alla commissione si dibatteva sul modo di riparare alla pesante crisi monetaria, di porre argine ai gravi danni che sovrastavano alla popolazione di Roma pel la mancanza della piccola moneta, necessaria ai cambi e alla giornaliera industria. Molto critico è, ad esempio, il giudizio sulla mancanza d'incisività e l'inefficacia dei provvedimenti del governo che accompagna la lettera indirizzata il 3 marzo all'Assemblea costituente, ove sì legge fra l'altro; le querele degli operai specialmente aizzate dalle mene di uomini per­versi potrebbero facilmente tradursi in luttuosi fatti e in questa sera istcssa l'opera di onesti cittadini congiunta a quella della benemerita Guardia Nazionale di persuasione e col concor­so del proprio denaro fu sollecita a riparare in vari punti della città a nascenti fermenti (la Commissione provvisoria municipale all'Assemblea costituente, 3 marzo 1849, ASC, CP, hm mi ni stranio ne Repubblica Romana b. 2, f. 1, s. 2).
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