Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <71>
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Vita quotidiana nelle carte dell'Archivio Capitolino 71.
deputati per eccellenza alle manifestazioni d'adesione collettiva e ai solenni riti pubblici di sacralizzazione dei fondamenti etici di uno stato che anche su queste prove puntava per il riconoscimento e il sostegno da parte del­l'opinione pubblica italiana e internazionale. La commissione municipale, sovvertendone i contenuti esaltativi, poteva sfruttare in ciò la rodata tra­dizione operativa delle maestranze e degli architetti comunali, essendo quella dell'allestimento delle scenografie d'apparato per le feste e spettacoli pub­blici, dai giochi carnevaleschi, ai solenni cortei dei possessi pontifici, la principale, od almeno una delle più assorbenti ed onerose in termini eco­nomica, incombenze della magistratura capitolina in antico regime. Dalla cerimonia solenne d'inaugurazione della Costituente il 5 febbraio, con il corteggio degli eletti dal popolo procedente dal Campidoglio alla volta del palazzo della Cancelleria, dopo la funzione religiosa nella chiesa dell'Ara Coeli. Alle feste per il Natale di Roma , ricorrenza per l'innanzi non cele­brata in questa forma e reinventata per l'occasione dai repubblicani.18)
H manifesto alla cittadinanza per l'annuncio dei festeggiamenti, pubbli­cato il 18 aprile da Curzio Corboli e Giovanni Paolo Muti per la commis­sione municipale e da Pietro Sterbini e Serafino Cola per il Circolo popo­lare, rivisitava attualizzandolo il mito storico. Con enfasi pedagogica vi si proclamava: Nel volgere di lunghi secoli e contro gli sforzi di una casta che tutto tentò onde cancellare ogni memoria delle passate grandezze, il XXI Aprile sorse sempre a rammemorare ad ogni Cuor Latino, che Roma
Q Sull'uso delle cerimonie religiose in particolare quelle del venerdì santo e della Pasqua in S. Pietro in cui si volle, in sintonia con i sentimenti di devozione del popolo, fare della religione uno dei perni della Repubblica affiancando strettamente, nelle occasioni offerte dal calendario liturgico, la religione alla nazione, v. L. NASTO, JLe feste civili a Roma nell'Ottocento, Roma, 1995, pp. 55-60. Sulla netta ostilità di gran parte del clero v. comunque il reclamo della commissione che dopo l'allestimento del solenne Te Deum celebrato Pli febbraio nella basilica vaticana, denunciava all'Assemblea Nazionale: quanto dolorosamente le accadde nella Chiesa di S. Pietro mentre si preparava la funzione che ebbe luogo ieri per ringraziare l'Altissimo della proclamazione del nuovo governo repubbli­cano. I membri incaricati di preparare quanto occorreva nella chiesa si diressero a quei canonici nel giorno di sabato e trovarono in essi tutta la possìbile opposizione perché il progetto della commissione non avesse effetto [...] e solo con la minaccia dell'intervento della Civica e dietro l'ordine del fabbricicre monsignor Lucidi si ottenne l'erezione dei palchi [,,..) negarono di fornire i candelieri, i paramenti, la cera, il celebrante WJ non dì meno pochi istanti prima della funzione scomparvero dalla chiesa tutti i canonici, i chierici minori e quanti vi hanno luogo, e senza l'opera del benemerito cappellano Giovannetti del V Reggi­mento Volontari, che celebrò la messa e quella di vari ufficiali che assunsero le parti dei chierici, la funzione non si sarebbe eseguita (la Commissione provvisoria municipale all'Assemblea costituente, 12 febbraio 1849, ASC, CP, Amministrazione - Repubblica Romana, b. 2, f. 1, s. 2).