Rassegna storica del Risorgimento

Commemorazioni. Georges Dethan
anno <1999>   pagina <82>
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82 Laura Francescangeli
presìdi territoriali i locali delle comunità religiose risolveva due ordini di problemi. In primo luogo consentiva la tutela di queste ultime: i camal­dolesi di S. Gregorio al Celio per esempio sollecitavano essi stessi l'allesti­mento dell'ambulanza, temendo la requisizione del convento e le violenze dei militari41) In secondo luogo rendeva possibile il potenziamento nella sanità militare, come sappiamo, più significativamente risolto con il volonta­riato infermieristico femminile4) delle risorse di servizio, con l'aggrega­zione dei religiosi all'opera di assistenza, soprattutto là ove maggiore era il
41) Sul comportamento invero singolare dei religiosi di S. Gregorio riferisce il Feliciani: essi avevano cegamente (sic) considerato l'ospitale il loro vero palladio, ed a ragione l'avevano lungamente ritenuto tale avendoli garantiti in tempi difficilissimi dagli attentati della soldatesca; tanto che progettandosi il 14 giugno la chiusura dell'ambulanza ove si trovavano solo due feriti, 1 camaldolesi avevano insistito perché ciò non avvenisse, offrendosi di sostenere le spese di degenza, escluse le medicine, e del personale sanitario. Chiedendo il responsabile della sanità militare, professor Baroni, di trasportare alcuni fe­riti francesi dalla Trinità in qualche casa municipale onde sottrarli ad una congiura dei Regolanti il conservatore aveva dunque creduto di soddisfare il desiderio del governo e ad un tempo a quello dei religiosi [...] inviando loro i feriti francesi; proponendo poi egli stesso aitò trasferimenti dalle ambulanze militari. Ma entrati appena in Roma i francesi, i religiosi da quell'istante lo assediarono perché si sgombrasse il loro convento di tutti i feriti talché si vedeva ora costretto a farne il trasporto nelle loro case municipali ed a far trasportare eziandio tutto il materiale [sanitario] nei magazzeni del Municipio (ASC, CP, Consigli generali) Congressi di Magistratura e di Sezione, v. 108, verbale della commissione di sanità 7 luglio 1849).
42) Sulla sanità militare v. quanto scrive il suo direttore, Paolo Baroni: all'ambulanza centrale, allestita alla Trinità dei pellegrini, il servizio era predisposto in modo che oltre un medico che presiede e visita due volte al giorno i malati, oltre la visita giornaliera della mattina e della sera di un chirurgo ad ogni sala, vi sia sempre un chirurgo e due assistenti che si cambiano ogni sei ore, e che sì troverebbero tutti al momento in cui il rumore del cannone, o fucili annunziassero probabile il prossimo arrivo di feriti Vi è inoltre sempre di guardia un infermiere maggiore e tre infermieri, sebbene molta parte del servizio ai malati sia eseguito dalle signore che caritatevolmente li assistono (relazione al Ministro della guerra Avezzana 1 maggio 1849, ASC, CP, Miscellanea di documenti della Repubblica romana* v. 9, ce. 14-17). Sull'azione del comitato femminile di soccorso ai feriti animato da Cristina Tdvulzio, Giulia Paoiucci e Enrichcrta Pisacane v. la testimonianza di una protagonista: M, FULLER, Un'americana a Roma: 1848-1849, trad. it, Pordenone, 1986, p. 288 sgg.; v. inoltre gli studi di L, DEL TRONO, Una Nigbtingale italiana: Cristina Trivulo di Bel­gio/oso, estratto dal Bollettino Informazioni della Consociamone Nazionale Infermiere Professionali e ASVt XIV (1961), n. 5; ID., Il rinnovamento sanitario-ospedaliero nella Repubblica romana del 1849. Relazione al 11 Congresso Nazionale dell'associamone stampa medica italiana, Perugia, 1961. L'impegno femminile fu presente comunque anche nella sanità comunale: a dirigere l* atti­vità filantropica di un gruppo di cittadine romane nell'ambulanza di S. Giovanni dei Fio­rentini fu Luisa Bolognctti Bcrardi (v. la Nota delle signore che spontaneamente si sono presentate nella casa succursale [...] per prestare gratuitamente la loro opera a prò' dei feriti pubblicata in A. PANIZZI, II contributo dei sanitari CÌL, p. 30, composta da 24 nomi).