Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <92>
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92 Andrea Ciampani
Scaramucci e Alibrandi, fl consigliere Gugliemi e il segretario capitolino Giuseppe Rossi. In tale clima si realizzarono gli accordi col ministro dell'Interno Armellini, che dal 3 febbraio 1849 concedeva nuove facoltà per facilitare le deliberazioni della magistratura, sia pur sottoposte alle sua approvazione. E stato osservato che Armellini, in quanto membro del consiglio capitolino, dalla fine di gennaio alla fine di aprile appariva come una sorta di rappresentante ufficiale del Senato municipale, seppur rara­mente partecipasse alle riunioni consiliari.15) Si tratta di una ulteriore testi­monianza di come il potere politico rivoluzionario, in effetti, prevalesse ormai sugli affari cittadini. In attesa che si desse attuazione al decreto del 31 gennaio sull'ordinamento dei Municipi, provvedendo alle nuove elezioni amministrative capitoline, il governo cittadino venne affidato ai deliberati dei congressi di magistratura integrati con la convocazione dei consiglieri Capranica, Guglielmi, Zoccaleoni, Cortesi, Senni e Spagna. Fino al 20 aprile essi presero numerose deliberazioni economico-amministrative, quasi a pre­venire l'incertezza che si prevedeva per l'ormai prossimo rinnovamento del consiglio capitolino.
Le difficoltà delle elezioni, più volte ripetute, e dell'insediamento del nuovo consiglio (il 25 aprile 1849 erano presenti solo 54 dei 109 membri previsti; il giorno seguente si scendeva a 52 presenze)16) dovevano mostrare la fondatezza delle preoccupazioni Tra gli 87 consiglieri effettivamente eletti, oltre sessanta risultavano candidati tra le liste del circolo popolare, mentre solo una dozzina erano i moderati riusciti ad entrare nell'aula capi­tolina; ad essi, tuttavia, è possibile aggiungere alcuni nomi portati da en trambe le liste, come Sturbinetti, Lunati, Corboli, Cortesi, Alessandro Tor-lonia e Samuele Alatri.17) Il 2 maggio 1849 iniziò, comunque, l'esperienza arrirninistrativa del municipio repubblicano e della magistratura da questo nominata, diretta dal senatore Sturbinetti (già deputato e comandante della guarda nazionale). Ben presto però l'organo rappresentativo della cittadinan­za romana (anch'esso composto da otto conservatori) venne integrato con alcuni componenti della commissione centrale del consiglio municipale. Dal 18 maggio 1849 si diede così vita a un organismo [che] ricopri un ruolo a cavallo tra la gestione ordinaria e quella straordinaria, esercitando una sorta di supervisione: si trattava della Commissione centrale, fermamente voluta
5) M. Bocci, Il Municipio di Roma cit, p. 86,
) Ivi, p. 95.
,7) hi, p. 92. La caratterizzazione politica del gruppo che guidò il nuovo Municipio romano, con una minoranza moderata e con l'assenza della nobiltà fedele al pontefice, sem­bra certamente distante rispetto all'cperienza del 1848. Diversamente Bocci, Il Municipio di Roma cit, p. 91.