Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <93>
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II Senato di Roma e il governo Capitolino 93
da Sturbinetti, che ci testimonia la sopravvivenza di alcuni progetti tendenti al riordino della macchina organizzativa secondo la logica di un vecchio progetto del controllo unificato della gestione di tutti i rami dell'ammini­strazione.18) Il provvedimento trovava, peraltro, una sua logica politica in connessione all'evolversi della situazione politico-militare, mentre la stessa Assemblea costituente si insediava nel palazzo senatorio. A ridosso delle trattative con le truppe francesi di fine maggio, la direzione politica della difesa di Roma individuava in una Commissione centrale, comprendente i presidenti delle commissioni municipali, l'organismo municipale col quale interloquire: ad essa partecipavano quattro conservatori e tre consiglieri.19) Tale commissione esercitò le funzioni della magistratura dal 30 maggio al 18 giugno 1849, cessando di fatto per il precipitare degli eventi, nei quali peraltro aveva cercato di recuperare una qualche distanza dal Triumvirato.
Una quinta fase ebbe inizio, invece, il 20 luglio 1849 quando, nella Roma occupata dalle truppe della repubblica francese, venne insediata con l'approvazione pontificia una Commissione provvisoria municipale guidata dal principe Odescalchi. Ricevuto in udienza dalla Commissione governativa di stato, il 30 agosto 1849, questi ottenne dai cardinali inviati a Roma da Pio IX una dichiarazione per la quale la direzione municipale avrebbe surrogato in tutte le attribuzioni il Senato e il Consiglio di Roma, mantenendo per sua Legge fondamentale il Motu proprio 1 ottobre 1847 .2) La com­missione, sulla cui esperienza avremo modo di tornare, restò in carica oltre un anno e mezzo, tra molte difficoltà, fino al 24 marzo 1851, per lasciare il posto al nuovo municipio pontificio che governò la capitale dal 31 marzo 1851 al settembre 1870.
In tale processo di incalzante susseguirsi di normative e di organismi di governo capitolino, è possibile riscontrare, tuttavia, una sorta di conti­nuità del gruppo dirigente nobiliare, patrizio e persino in quello borghese, se si fa eccezione per coloro che dopo il 26 aprile 1849 erano stati, coinvolti nel governo politico della Repubblica Romana (peraltro, una amnistia ponti­fìcia provvide ad evitare condanne ai responsabili del municipio durante il periodo rivoluzionario).21) Molti blasoni, personalità del patriziato e possi-
18) Un accenno ai progetti di Lunati per una pianta stabile comunale, ivi, p. 97.
ì9i Cfci verbali della riunione del senato del 30 maggio 1849, ASC, CP, Congressi di Magistratura, 1849.
20) Cfr. la dichiarazione riportata in un verbale dell'incontro con le firme di Odescal­chi, Pericoli, De Jardinis, inserito negli atti del senato in ASC, CP, Congressi di Magistratura, 1849, foglio 518.
20 E. BARTOLQNI, 'L'amministrazione di Roma cit, p. 46.