Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <94>
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94 Andrea Ciampani
denti romani che avevano partecipato, pur con diversa intensità, alle fasi riformataci e rivoluzionarie del 1848 ritornarono nel consiglio e nella magistratura romana negli anni seguenti la resa repubblicana. TI principe Bartolomeo Capranica, dopo essere stato già conservatore prima della riforma del 1847, fu membro del consiglio capitolino del 1848 prima di essere nominato componente della commissione Odescalchi nel 1849. Anche gli altri commissari Bartolomeo Belli, Gian Battista Benedetti e Lorenzo Alibrandi avevano partecipato all'esperienza del 1847; Lorenzo Alibrandi, inoltre, partecipava ancora ai congressi di magistratura che surrogavano il senato vacante dei primi mesi del 1849. Nel senato del marzo 1851, guidato per pochi mesi prima della sua morte dal principe Urbano Del Drago, i conservatori erano tutti, stati membri del consiglio capitolino riformato, ad eccezione di Giuseppe Pulieri (membro della precedente commissione provvisoria): accanto ai borghesi Gioacchino Albertazzi, Pietro Tenerani, Luigi Vescovati, e all'attivo marchese Giovan Battista Guglielmi, spiccavano i nomi dei principi Marcantonio Borghese, Vincenzo Colonna e Clemente Altieri. Il Borghese e il Colonna, peraltro, erano stati anche conservatori nel senato presieduto da Tommaso Corsini; se il primo aveva lasciato deserto il posto già durante l'estate 1848, il secondo era stato ancora presente nei congressi di magistratura del febbraio 1849. H nome di Clemente Altieri si accompagna, nella storia del governo cittadino della Roma papale, a quello di Paluzzo Altieri (senatore nel 1819) e di Lorenzo Altieri (conservatore negli anni Sessanta); occorre anche ricordare che Matteo Antici Mattei, senatore tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta, era sposato con la figlia di Clemente. Del resto, la centralità della famiglia romana negli affari capitolini era resa visibile dall'af­fidamento della prima presidenza di Roma e Comarca (istituzione tutoria del municipio capitolino riformato) al cardinale Ludovico Altieri.
Nelle drammatiche e dinamiche vicende capitoline sembra, insomma, delinearsi una effettiva continuità nella partecipazione della generazione politico-culturale che aveva vissuto le speranze e le delusioni del periodo riformatore, senza prendere parte attiva alla rottura che effettivamente segnò il municipio rivoluzionario tra il 2 maggio e il 18 giugno 1949, quando, per la prima ed unica volta sorto il governo pontificio ottocente­sco, Roma ebbe con Sturbinetti un senatore che non apparteneva alla classe aristocratica. Prima della riforma erano stati senatori Giovanni Patrizi, Tom­maso Corsini (che nel 1818 presto rinunziò alla carica) e Domenico Orsini; Tommaso Corsini resse il senato riformato e dopo la magistratura provvi­soria di Pietro Odescalchi, seguirono i senatori Umberto del Drago, Domenico Orsini, Matteo Antici Mattei e Francesco Cavalletti, La sostati-