Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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96
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96 Andrea Ciampani
mese Marcantonio Borghese, presiedendo la magistratura durante una temporanea assenza del senatore Corsini, proponeva di stabilire uffici subalterni in varie parti della città, affidati alla direzione dei conservatori Doria, La Fargna, Armellini e Sturbinetti, così che anche nella fase esecutiva non venisse a mancare una centralizzazione necessaria in ogni ben ordinata axnministrazione .24)
Ma se queste iniziative mostravano il desiderio di uno stretto collegamento tra governo comunale e città, ben presto fu chiaro che dovevasi prima sciogliere un altro nodo, inedito per Roma: se il municipio doveva interessarsi al reggimento della città per ottenerle benessere ed ordine, occorreva prima fare chiarezza sulle modalità e sulle responsabilità del processo di deliberazione, distinguendo compiti e ruoli, intorno ai quali iniziative come quella del Senato potevano far sorgere pesanti polemiche. Si prolungò così nel 1848 un lungo dibattito, sebbene fosse stata nominata una commissione incaricata della formazione di un regolamento disciplinare sulle adunanze consiliari che fece il suo rapporto nella adunanza del 24 luglio 1848.25) È interessante notare come ancora il 24 settembre 1849, Vincenzo Pericoli, facente funzioni di conservatore nella commissione Odescal-chi, presentando un rapporto sul riordino degli uffici comunali, si richiamasse ai lavori del 1848, affermando che non era possibile amministrare qualsiasi azienda senza aver preordinato gli uffici e che per questo la magistratura doveva sorvegliare il centro amministrativo (ossia la segreteria generale).26) La questione, insomma, sottendeva la risoluzione del dilemma circa la distinzione nel municipio delle responsabilità deliberative ed esecutive. Il problema di una dialettica interna al municipio tra senato e consiglio comunale su tale argomento si affaccia fin dall'insediamento stesso del municipio riformato, quando nel novembre 1847 si decise di affidare a Colonna una indagine sul modo con cui siedono le Magistrature ed i deputati ecclesiastici negli altri organi comunali, onde nella prima adunanza possa adottarsi un metodo regolare e che non dia motivo a querele di sorta alcuna;27) nel frattempo si assumeva come regolamento comunale quello formulato il 21 dicembre 1827,2 poi rimasto a lungo punto di riferimento.
24) Cr. i verbali del senato del 31 gennaio 1848 in ASC, CP, Congressi di Magistratura, 1848.
25) Nel luglio 1848 relatore della commissione fu l'avvocato Pietro Rossi; il suo rapporto in ASC, CP, Titolo 4. Senato, Consiglio ed esercizio delle sue funzioni, b. 2, fase. 3.
26) Cfr. ASC, CP, Congressi di Magistratura, 1849. *) //, 1847-48.
28) Cfr. i verbali del dicembre 1847, ASC, CP, Congressi di Magistratura, 1847-48.