Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <97>
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Il Senato di Roma e il governo Capitolino
La mancata risoluzione della questione provocò anche episodi clamorosi di conflitto tra senato e consiglio circa le rispettive competenze, come quando nell'aula consiliare si respinse il 10 aprile 1848, con 55 voti contro 31, il bilancio preventivo proposto dalla magistratura.29) È sintomatico come sullo stesso argomento si ritornasse in un progetto del 1850, elaborato dal Peri­coli nell'ambito della commissione provvisoria capitolina.30) In esso sì cercava di difendere dopo la restaurazione pontificia gli spazi acquisiti col municipio riformato; si faceva notare come l'editto dell'ottobre 1847 (in cui si affermava: il consiglio delibera sugli interessi del comune; la parte amministrativa ed esecutiva è affidata alla magistratura ) e quello emanato il 24 novembre 1850 (per cui ogni città dovesse essere rappresentata e amministrata dal consiglio che delibera e dalla magistratura che esercita l'am­ministrazione ) contenevano, infine, disposizioni eguali nella sostanza.31) Si rivendicava il ruolo esclusivo della magistratura nell'esercizio dell'ammini­strazione, nell'erogazione delle rendite, nell'esecuzione delle deliberazioni consiliari, alle quali si sottraeva l'attività di controllo sulla magistratura, in nome dell'indipendenza e dell'effettiva divisione dei poteri esecutivo e deli­berativo. Il tentativo di giungere a un regolamento comunale venne affidato dal 15 aprile 1851 a una commissione mista e si giunse, nell'agosto 1852, a un regolamento approvato anche dal cardinal Altieri, perché restasse in vigore provvisoriamente per un anno.32)
Durante tali elaborazioni, tenendo d'occhio i regolamenti del 1827 e del 1850, ci si era ispirati al concetto che la popolazione di un municipio è rappresentata dal suo consiglio e questo siccome amministra il suo patrimo­nio, così fa ciò che far potrebbe il popolo riunito a comune beneficio e vantaggio. Il consiglio, dunque, rappresentava il popolo collegialmente munito . 33) Inoltre, si faceva notare che, rispetto alle altre municipalità dello Stato, per esercitare le funzioni connesse a tale rappresentanza in una
*W M. BOCCI, Il Municipio di Roma cit, p. 62.
Cfr, il documento manoscritto in ASC, CP, Titolo 4. Senato, Consiglio ed esercito delle sue funzioni, b. 2, fase. 3.
**) Ibidem.
39 II cardinale Altieri aveva già avuto una prima stesura, che egli aveva sostanzial­mente approvato (29 marzo 1952) con poche osservazioni e suggerimenti; sulla seconda stesura del regolamento il cardinale dichiarò di non avere nulla in contrario (19 agosto 1852); ASC, CP, Titolo 4. Senato, Consiglio ed esercito dille sue funaio ni, b. 3, fase. 1.
M) Cfr. un appunto che faceva riferimento ad un Estratto delle leggi e dei regolamenti attualmente in osservanza per la tenuta dei consigli comunali e delle adunante della Magistrature, probabilmente dei primi mesi del 1852, conseva to ivi.