Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <98>
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98 rj Andrea Cìampani
grande città e capitale come Roma [che] si distende sopra di una base molto spaziosa occorressero particolari disposizioni di ordine.34) Così si ricor­dava che il termine municipio (senza riferirsi a precedenti periodi storici, nei quali il comune poteva avere leggi, magistrati ed erario proprio) definiva un corpo di cittadini, in cui comuni bisogni sono collettivamente provve­duti a spese comuni. Ora, si aggiungeva, la cognizione di questi bisogni e delle opportune relative provvidenze è affidata ad individui scelti tra più meritevoli cittadini. Quella è oggetto deU'amministrazione, e questi sono la rappresentanza comunale. Nell'esercitare tali funzioni la magistratura parte­cipava col consiglio all'attività deliberativa, mentre da sola esercitava ratti-vita arnministrativa ed esecutiva; l'aula consiliare poteva eventualmente sindacare l'operato della magistratura. Questo regolamento del 1852 non si allontanava molto dai dibattiti del biennio 1847-1849, né probabilmente riuscì a sciogliere tutti i nodi che da allora erano rimasti sul tappeto.
Peraltro, una nota dell'allora segretario capitolino Luigi Vannutelli, scritta per la nuova rappresentanza capitolina insediatasi nel mese di marzo 1851, ricordava come ancora nei venti mesi precedenti regnasse la confu­sione circa i doveri del municipio: pochi conoscevano i confini del potere comunale, pochissimi la coordinazione delle leggi comunali colle leggi generali dello stato, dalle quali quelle debbono essenzialmente dipendere.35) In questo modo, aggiungeva Vannutelli, la nuova rappresentanza non solo non corrispondeva all'aspettativa della Città, ma dava pur causa, e per inavvertenza ancora, a scetticità presso i vari dicasteri governativi.36) Si trattava di osservazioni che, certamente, corrispondevano ad una diffusa preoccupazione culturale del ceto dirigente romano, che fin dall'avvio della riforma capitolina aveva ritenuto necessario sottolineare come con la rifor­ma deU'arnministrazione in tutto lo Stato pontificio dovesse cessare la posizione speciale della Dominante, la quale era chiamata ad essere esempio di corretta amministrazione ed efficienza.37) Sul Contemporaneo>, allora
**) Cfe Regolamento dell'amministrazione interna e degli uffici comunali, presentato dal segretario con emende della magistratura il 20 luglio 1852, ivi.
* La nota in ASC, CP, Titolo 4. Senato, Consiglio ed esercizio delle sue funzioni, b. 3, fase. 3.
*> Ibidem.
ì7> Fin dal 1847, per organizzare il Campidoglio si riteneva necessario guardare alle altre città, e non solo degli Stati pontifici. La stessa commissione presieduta dal cardinal Altieri esaminò gli statuti di Firenze e Napoli; in ogni caso, si diceva nell'Album dei consiglieri capitolini insediati nel novembre 1847 occorreva che la Capitale nelle sue istituzioni uguagliasse le forme e lo spirito delle provincie, M. BOCCI, Il Municipio di Roma dt, p. 25.