Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <99>
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II Senato di Roma e il governo Capitolino 99
giornale del moderatismo romano, già nel febbraio 1847 si affermava: E pure i Municipi sono l'elemento dello Stato; anzi sono, col sovrano tutto lo stato.38) Ed ancora nell'elaborazione del regolamento municipale del 1852 si ricordava che il municipio dipendeva dalle leggi nazionali non essendo i comuni che parti dello Stato, anzi non essendo questo che l'aggregato di tutti i comuni.39)
Queste osservazioni, come la ricordata nota del segretario Vannutelli, uomo che aveva lavorato con la congregazione governativa della presidenza di Roma e Comarca, ci consentono, così, di sottolineare anche l'importanza e la permanenza di una dialettica tra la magistratura capitolina e lo stato, nonché il suo intrinseco sovrapporsi al confronto tra senato e consiglio municipale Non per nulla il conflirto interno al comune, che doveva restare ancora latente negli anni Cinquanta, nel 1857 venne risolto da un intervento del nuovo presidente di Roma e Comarca, il cardinale Roberti, che tra­smetteva al senatore un nuovo regolamento comunale. In esso si ribadiva che, in base alla legge del 1850, spettava esclusivamente alla magistratura presieduta dal senatore, o di chi ne fa legittimamente le veci, di esercitare la parte aniministrativa ed esclusiva degli interessi comunali deliberati dal consiglio; il consiglio deliberava, la Comarca dava la sua approvazione, la magistratura provvedeva alla esecuzione decidendo senza alcun intervento delle deputazioni, manteneva la responsabilità amministrativa.40)
L'atto, che nasceva da una iniziativa dell'amrninistrazione centrale, va collocato all'interno di un più vasto e latente conflitto tra gli interessi municipali e quelli dello Stato, che si sviluppava soprattutto sul terreno della autonomia finanziaria municipale e sulla sicurezza dei cittadini. In ef­fetti, l'esercizio del governo comunale e la sua organizzazione per realizzare insieme benessere e ordine41) era connesso al finanziamento e alle effettive
*) UGOLINI sul Contemporaneo citato ivi, p. 33.
Cfr. il Discorso di S. fi. // sig. Principe ff. ài Senatore sulla proposta del consiglio del 30 giugno 1852, in ASC, CP, Titolo 4. Senato, Consiglio ed esercito delle sue funzioni, b. 3, fase. 1.
*9 Cfc. la documentazione in ASC, CP, Titolo 4. Senato, Consiglio ed esercisco delti sue funzioni, b. 5, fasci.
**0 TI valore dell'ordine cittadino emerge nella citata relazione di Vannutelli al facente funzioni di sindaco Clemente Altieri nel luglio 1851 circa il regolamento di polizia urbana. Riferendosi sia alle attribuzioni che alla rappresentanza comunale come in genere attribui­vano le norme del 24 novembre 1850, Vannutelli affermava: Quella legge è bastantemente chiara per non aver bisogno di spiegazione, e per tu altrove nessuna dubita che il potere e la sorveglianza della Municipale rappresentanza si estende ed abbraccia tutto ciò che dirigga ad comun bene le azioni delle persone, tutto ciò che costituisce la conservazione dell'ordine ed il bene essere dei cittadini ASC, CP, Congressi di Magistratura, 1851.