Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <101>
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Il Senato di Roma e il governo Capito/ino 101
cenza.46> L'episodio, che faceva emergere intorno agli obiettivi di benessere e di ordine nella capitale conflittuali interessi tra amministrazione municipale e governo centrale, non fu isolato (altri evidenti occasioni di contrasti furono, ad esempio, l'utilizzo dei locali lasciati dai gesuiti nel marzo 1848 e le iniziative per l'inoculazione del vaiolo).
La dialettica col governo sottintendeva una idea di indipendenza del­l'azione municipale ben evidenziata da una delle prime deliberazione del senato, che il 24 gennaio 1848 ritenne non potersi riferire al S. Padre che quelle cose nelle quali siasi concorsa la previa approvazione della Magistra­tura.47) H legame di fedeltà al pontefice veniva così sottratto all'azione del controllo statale, lasciando tuttavia irrisolto sia per l'appello diretto alla istituzione sovrana, sia per la natura religiosa dello scettro papale la questione delle relazioni con l'anirninistrazione centrale
In una adunanza del senato capitolino del febbraio 1848, dopo che Scaramucci aveva evidenziato l'esigenza di una memoria in cui venissero esposti i diritti della romana magistratura, la delicata questione che insorgeva sull'autorità del Presidente di Comarca in relazione col Senato diede luogo ad una ponderata discussione.48) Il Colonna faceva notare che la legge non dava alcuna facoltà alla Comarca, mentre il Borghese sottolineava che, se una mediazione poteva essere utile in un periodo in cui era bene essere cauti, tuttavia, occorreva sapere se il senato era parzial­mente emancipato, ovvero dipendente da questa mediazione.49)
Non si trattava, anche nel caso del grado di autonomia comunale, di un problema esclusivo del governo pontificio: durante il periodo rivoluzio­nario, nel febbraio 1849, di fronte alle comunicazioni di Sturbinetti e Sca­ramucci a nome dei restanti componenti del senato al ministro dell'Interno Armellini, questi affermò di convenire pienamente con la risoluzione del Magistrato di voler limitare alla sola parte economica ed amministrativa il suo impegno .50) Sul valore politico di quell'atteggiamento capitolino avre­mo modo di ritornare; resta significativo il fatto che la magistratura senti il
4 La questione delle dimissioni di Borghese e Bianchini venne affrontata anche dal consiglio comunale del 24 luglio 1848, v. L. POMPILI OLIVIERI, 1/Senato romano cit, voi. II, p. 172. I lavori di beneficenza nel 1848 coinvolgevano, considerando le famiglie degli occupati, circa 20.000 persone, il 12 della popolazione romana; cfr. M. Bocci, Il Municipio di Roma cit, pp. 66-68.
47) Cfr. ASC, CP, Congressi ili Magistratura, 1847-48.
48) Cfr, ivi, il dibattito della magistratura romana del 7 febbraio 1848.
*Q Ibidem.
5*0 Cosi nel verbale del senato del 10 febbraio 1849. ASC, CP, Congressi di Magistratu­ra, 1849.