Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <102>
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102 Andrea Ciampani
bisogno di chiedere il consenso su tale delicata decisione del governo centrale. Così come, del resto, si trovò costretta a fare la Commissione municipale provvisoria il 30 agosto 1849, che senti il bisogno di farsi rice­vere in udienza dalla commissione governativa di stato per essere confer­mata nelle proprie attribuzioni di istituzione supplettiva del senato.51)
Naturalmente la ricostituzione del municipio capitolino nei suoi ordi­nari poteri, non poteva tralasciare questo nodo. Una rivendicazione al­l'esclusività dell'autogoverno cittadino, dopo la delusione pontificia per il coinvolgimento di alcuni protagonisti della stagione riformatrice cittadina nel ciclone rivoluzionario, non poteva più essere esplicitamente avanzata nel 1850. Rivolgendosi al consiglio comunale capitolino, il 31 marzo 1851, il cardinal Altieri dichiarava: P esatta cognizione dei limiti posti alla sfera delle vostre attribuzioni ed il fermo proposito di non volerle giammai oltrepassa­re, vi renderà più alacri e animosi nell'esercizio delle medesime, poiché le vedrete sempre corrispondenti ai dettami della vostra coscienza [...] . L'azione comunale si sarebbe sviluppata evitando antichi falli, rimuovendo i vigenti pericoli di ricadérvi, anche grazie alla notabile diminuzione di pesi che piacque al Santo Padre di lasciarvi, avendovi sapientemente esone­rati dalla mole di quelli che per la loro indole ed entità si sperimentarono eccessivamente fastidiosi e penosi da chi vi precedette neU'arnministrazione comunale [...] .52) Tuttavia, come abbiamo visto, una più stringente pressio­ne dello Stato pontificio sul municipio capitolino si sarebbe realizzata soltanto alla fine degli anni Cinquanta: il già ricordato regolamento munici­pale del 1857 era stato il frutto di un pronunciamento della segreteria di stato, d'intesa col consiglio dei ministri, per il ministero dell'Interno, in seguito alla sollecitazioni della presidenza di Roma e Comarca.53)
Dunque, il complesso legame tra i diversi livelli arnministrativi della capitale era a sua volta attraversato da una più ampia e inedita questione: la posizione del municipio capitolino nella dinamica amministrazione-politica. Non si intende, in questo contesto, riferirsi al pur importante dibattito sulla elezione popolare del consiglio e sui meccanismi elettivi della magistratura.54)
5n Cfr. sMpra, nota 20.
*2> M. BOCCI, 1/Municipio di Roma cit, p. 140
* Cfr. i documenti in ASC, CP, Titolo 4. Senato, Consiglio ed esercito delle sue funzioni, b. 5, fasci.
**) I dinamismi politici delle elezione dei consiglieri capitolini sottolineano la peculia­rità del municipio rivoluzionario del 1849, sia perché il municipio riformato non ebbe il tempo di procedere al suo rinnovo elettorale dopo le nomine del pontefice, sia perche nel 1851 non sì ebbe un municipio eletto direttamente dalla cittadinanza. Sui meccanismi di nomina e di elezione dei consiglieri comunali, cfr. ?. BARTOLO!, L'amministrazione di Roma cit, pp. 36 e 43.