Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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pagina
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103
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11 Senato di Roma e il governo Capitolino 103
Appare opportuno, piuttosto, soffermarsi sulla interdipendenza tra organismi amministrativi ed istituti politici, non solo e non tanto per la latente contrapposizione dei loro poteri, ma per la continua loro sovrapposizione. Nelle concrete vicende storiche tale reciproca influenza si manifesta, talora, in un particolare rovesciamento nella valenza della loro azione: quanto maggiore è la politicizzazione della vita comunale, tanto minore è spesso il ruolo effettivo che l'amministrazione svolge; quanto più il Campidoglio proclama la neutralità della sua attività municipale, tanto più il suo ruolo politico viene esaltato.
Nella stessa dinamica originaria di una capitale, naturalmente, si può sempre cogliere una latente pressione politica, proveniente ora dall'opinione pubblica, ora dal governo centrale. In tale ambito si può considerare, ad esempio, il ruolo riservato nel 1847 ad Angelo Brunetti, detto Ciceruac-chio (che aveva la funzione di vessillifero del rione campo Marzio) nelFacclamare nell'aula capitolina il senatore principe Corsini, la cui candidatura, all'interno di una terna di nomi da sottoporre al pontefice, era stata riservata alla magistratura. In quanto luogo di mediazione degli interessi cittadini, anco il Senato scriverà il Pompili Olivieri era d'uopo si adattasse all'influenza di una fazione di popolani allora quasi dominanti, ed alle esigenze del tempo che correva; si diede così la commessa di provvedere alla distribuzione di pane e carne per 4.000 scudi.55) Altre volte il comune era costretto a prendere posizione in seguito all'evoluzione politica degli Stati italiani. Marcantonio Borghese, ad esempio nel gennaio 1848 faceva notare alla magistratura romana come gli avvenimenti del regno di Napoli avessero prodotto uno straordinario eccitamento nella città di Roma, ed essersi richiesto che la rappresentanza municipale abbia a mettersi a capo di una festa popolare. Ha osservato trattarsi di cosa di grave momento; ma il popolo essere deciso a fare una solenne dimostrazione, ed essere quindi conveniente di prendere in ciò l'iniziativa. Così il senato dopo matura deliberazione decise concordemente che il giorno seguente sarebbe stato pubblicato un manifesto con cui a nome del senato abbia ad invitarsi il popolo di Roma a festeggiare la pace del regno delle Sicilie con una generale illuminazione [...] ,SÓ)
Nell'intenso momento politico che segui di lì a poco, tuttavia, le stesse istituzioni romane venivano coinvolte nel processo politico avviato, e non sempre con premeditazione; poteva cosi capitare che, durante una festosa
2 L. POMPILI OLIVIERI, Il Striato romano ctt, voi. II, pp. 90-91.
Q Cfr. la discussione del 31 gennaio 1848 in ASC, CP, Congressi di Magistratura, 1847-48.