Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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106
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106 Andrea Ciampani
avuto nella prima parte della stagione riformatrice. Le istituzioni capitoline, accettando di presentarsi in maniera esplicita come parte del processo politico in corso e perdendo la peculiare natura di mediazione degli interessi socio-politici locali, non erano più in grado di perseguire un loro effettivo inserimento nella vicenda nazionale per risolvere i problemi cittadini;66) piuttosto i diversi attori politici riuscivano, in tale contesto, ad utilizzare la vita municipale capitolina per le loro esigenze di trasformazione o di riequilibrio politico
Talora il senato sembra ritrovare una sua centralità nella lotta politica, ma ciò avviene nei momenti di crisi dei luoghi istituzionali della dialettica politica; in realtà, proprio allora il suo ruolo politico sembra doversi valutare in relazione alla sua effettiva capacità di distinguersi dal potere politico. Come é noto, ad esempio, un momento importante per il senato capitolino sembra realizzarsi durante i mesi di novembre e dicembre 1848. In seguito alla fuga di Pio IX a Gaeta, il senato e il consiglio comunale diffusero un proclama che invitava il popolo romano alla calma e alla serenità, cercando di rassicurare la popolazione sull'allontanamento del papa dalla sua residenza.67) Nel conflitto tra il pontefice e le forze politiche romane, sembrò che il senato potesse effettuare, come organismo neutrale, un'opera di mediazione, come infatti si intendeva configurare la missione di una delegazione capitolina presso il pontefice perché, ponendo fine al deprecabile danno della sua partenza, tornasse a Roma ad evitare funeste conseguenze.68) Il peso politico che si voleva attribuire alla magistratura romana si rivelò, tuttavia, insopportabile quando la rappresentanza municipale venne individuata come una sorta istituzione in grado di surrogare le attribuzioni della sovranità pontificia, allorché il ministero giunse a nominare una Giunta di stato provvisoria, 1*11 dicembre 1848, composta dal Corsini, senatore di Roma, da Zucchini senatore di Bologna e da Camerata, confaloniere di Ancona. Già il 17 dicembre, Corsini abbandonava la Giunta di stato evitando il coinvolgimento del suo municipio nell'avventura politica che si avviava con la convocazione dell'assemblea nazionale. Il 29 successivo il comune evitava persino di partecipare alla festa cittadina per la
u>) In tal chiave si potrebbe riprendere il dibattito sollevato a suo tempo dall'opera di D. DEMARCO, Una rivoluzione sociali. La repubblica romana del 1849 (16 novembre 1848-3 luglio 1849), Napoli, 1944, oca Una rivolutone sociale. La repubblica romana del 1849 (16 novembre 1848-3 luglio 1849), Napoli, 1992.
fi7J Cfic, il prodama del 27 novembre 1848, firmato dal principe Corsini per il consiglio e senato di Roma in L. POMPILI OLIVIERI, Il Senato romano dt, voi. I, p. 192.
ss] La missione, peraltro fallita, coinvolse col senatore Corsini, Arrighi e Rossi