Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <109>
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11 Senato di Roma e il governo Capitolino 109
svolgere le trattative per la resa di Roma col senatore Sturbine tri.81) Ed ancora il 4 luglio 1849 il comandante delle truppe francesi dichiarava che avrebbe richiesto subito il concorso del municipio nella direzione della attività cittadine. Fu allora che il Campidoglio, rifuggendo dal gioco delle parti che sembravano assegnargli gli avvenimenti, fece rispondere che i consiglieri capitolini, considerando come alla municipalità non appartiene occuparsi di cose politiche e governative, hanno ritenuto che il concorso del quale si fa parola nel vostro proclama alludesse alle attribuzioni strettamente municipali.82) Non era soltanto un sottrarsi a responsabilità politiche che probabilmente si sarebbero concretate in misure odiose alla popolazione di una città comunque sconfitta e al sentire indipendente di coloro che resta­vano nell'aula capitolina. Al consiglio municipale del 5 luglio 1848 Feliciani riteneva opportuno affermare apertamente come fosse un bene che fra l'autorità militare e il popolo vi sia un corpo che procuri di temperare le disposizioni di quella, e di tutelare gl'interessi di questo, esprimendo l'opinione che il comune dovesse restringere la sua azione alla parte meramente amministrativa, e che ove dovesse allontanarsene preferirebbe il disciogliersi .83>
Si trattava della stessa dichiarazione di neutralità amministrativa che, ugualmente con le spalle al muro, il municipio riformato aveva in prece­denza espresso di fronte al governo rivoluzionario. Ma che si trattasse, nella loro debolezza, di due atti dall'effettivo valenza politica è facilmente riscon­trabile anche dagli avvenimenti che seguirono: la più o meno rapida esauto­razione del governo municipale in carica84) Il 14 luglio 1849, infatti, veniva costituita la ricordata Commissione provvisoria per rappresentare e regge­re il comune di Roma. Ad essa spettava il difficile compito di ricostruire una parvenza d'indipendenza arnministrativa tra la sorveglianza del cardinal Roberti, che non sembrava riconoscere le norme del 1847,85) e la realtà del-
8n Cfr. le considerazioni di L. POMPILI OLIVIERI, Il Senato romano cit., p. 136 e di M. Roca, Il Municipio di Roma dt, p. 103.
825 L. POMPILI OLIVIERI, Il Senato romano cit, p. 153.
83) M. Bocci, Il Municipio di Roma dt, p. 105.
M) La magistratura romana aveva, peraltro, compiuto l'errore di inserire nella riunione dell'8 luglio 1849 una discussione sulle nomine di un prossimo ministero, nella illusoria speranza di giocare un ruolo politico effettivo. Cfr. L. POMPILI OLIVIERI, Il Senato romano dt, voi. Ili, pp. 156 e sgg.
89 A nome della commissione, i cui membri erano in gran parte presenti nella mu­nicipalità del 1848 il 30 agosto 1849 Odescalchi si appellava ai cardinali del triumvirato