Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <110>
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110 Andrea Cìampani
l'occupazione militare francese,86) fonte continua di contrasti circa le com­petenze nel governo municipale.87)
Quando, nel 1851, il senato veniva formalmente insediato nella sua ordinaria amministrazione, perduto ogni carattere politico, cercava di recu­perare la forza del 1847 sottolineando il suo ruolo arnministrativo. In ciò la magistratura veniva favorita anche dalle nuove disposizioni di Pio IX che avevano diminuito il numero dei consiglieri, sancito un più diretto inter­vento del pontefice nella nomina del senato, ed evidenziato il peso della aristocrazia. Nel 1847, dei cento consiglieri municipali circa il 60 apparte­neva al ceto medio, manifestando così una possibile leadership della bor­ghesia delle professioni, nella quale emergeva un folto gruppo di avvo­cati.88) Nel 1851 ancora 33 dei 48 consiglieri della rappresentanza capitolina già erano stati nel municipio riformato: tra loro, tuttavia, ben 19 erano i nobili e solo 14 i membri della borghesia e del ceto imprenditoriale.89) Si era voluto neutralizzare l'elemento politico della vita comunale, ma la nobiltà coinvolta nella responsabilità della dinamica amministrativa, accettando l'im­pegno avrebbe anche tentato di conquistare un ruolo sempre più significa­tivo, ricordando l'esperienza di emancipazione municipale della stagione riformatrice.
Così, come si può registrare tra il municipio riformato e quello re­staurato una sostanziale continuità degli uomini, se si fa eccezione per il ceto politico, altrettanto sembra potersi dire per quanto riguarda la cultura del governo amministrativo. Mentre si evidenziano in essa caratteri di sicura permanenza, occorre rilevare come la frattura del periodo rivoluzionario avesse finito col far dissolvere nel governo capitolino quel riformismo poli­tico che in precedenza aveva accompagnato il riformismo municipale. Se, infatti, dopo il 1847 si andava costituendo a Roma, col concorso di borghe­sia e nobiltà, una corrente d'ispirazione moderata, sulle tracce del pensiero
tosso contro il Roberti che, esercitando le funzioni della Comarca, sembrava voler ricon­durre la municipalità capitolina alla situazione del 1831. M. BOCCI, Il Municipio di Roma ÓL3 pp. 108-113.
>) n mantenimento delle truppe veniva, peraltro a gravare sulle finanze della cittadi­nanza capitolina. Nel dicembre 1849 la commissione cercò dì resistere alla imposizione di una tassa finalizzata al mantenimento delle truppe; ivi., pp. 119-121.
W Cfir. la difficile costituzione e la rapida fine, tra la metà di agosto e l'inizio di otto­bre, di un comitato misto capitolino e francese per la gestione dei lavori pubblici di benefi­cenza; ivi, pp. 122-125.
89 Ivi, p. 40.
89) Cosi Bocci, che fa notare come fosse particolarmente ridotta la presenza degli av­vocati; h/r p. 139.