Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <112>
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112 Andrea Ciampani
ministrazione capitolina, aboliva contemporaneamente tutte le precedenti funzioni della vecchia rappresentanza giudiziaria e baronale.95) In questo senso, la ricostituzione della magistratura capitolina nello Stato pontificio del 1851 (e tanto meno l'esperienza del 1849) non potevano costituire un ritorno al periodo precedente le riforme, ma una fase di necessaria e fatico­sa ripresa del percorso riformatore dopo la fase rivoluzionaria.9)
Certamente il comune del 1851 perdeva gli importanti processi elettivi nella sua costituzione e vedeva erosa qualche precedente attribuzione co­munale (impegnandosi, tuttavia, nel tentativo di recuperarle), mentre si facevano sentire l'ingerenza dei poteri superiori. Tali disposizioni, però, erano espressioni di un conflitto che si svolgeva lungo dinamiche come la permanente dialettica tra il Campidoglio e lo Stato o come l'interrelazione tra l'agire amministrazione municipale e il governo politico inimmagina­bili prima del 1847, e da allora sempre presenti nella vita di Roma, sia pure in differenti contesti e gradi di tensione.
H municipio rivoluzionario resta un passaggio importante per lo sviluppo delle idee democratiche, realizzando sul piano delle dinamiche socio­politiche una vera e propria rottura del 1849 rispetto al passato ammini­strativo della capitale .97) Tuttavia, il suo regolamento restò un puro elabo­rato teorico e il governo municipale, sotto la spinta della guerra, si doveva rivelare un esecutore privo di autonomia dal potere repubblicano. Peraltro, come la curia fu rigida nell'osteggiare la formazione di un potere locale municipale, anche Mamiani e Mazzini non avevano favorito la maturazione della rappresentanza comunale, auspicando che i poteri periferici restassero sotto un adeguato controllo da parte della autorità centrale. Per Mazzini, durante l'esperienza romana il municipio restava un puro strumento opera­tivo, confinandolo in un ambito ben ristretto e sottraendo ad esso il ruolo di mediazione tra istanze popolari e potere superiore che aveva avuto in passato .9>
E stato ricordato come nel 1864 il senato romano venisse ancora defi­nito come braccio della suprema autorità, contrapponendolo al comune
95) Della curia senatoria, soppressa definitivamente nel dicembre 1847, sopravviveva fino al 1870 solo il giudice dei mercenari (riguardanti piccole cause relative agli uomini della campagna); N. DEL RE, La Curia capitolina e tre altri antichi organi giudiziari romani, Roma, 1993.
*9 Cu. in tal senso P. DALLA TORRE, L'opera rìfomatrice ed amministrativa di Pio IX tra il 1850 e il 1870, Roma, 1945.
97) E. BARTOLONI, L'amministratone di Rama cìt, p. 52.
9?) M. BOCCI, Il Municipio di Roma cit, p. 12