Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
anno
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1999
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pagina
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114 Andrea Ciampani
commissione provvisoria guidata dalTOdescalchi, potrebbe riconoscersi lo stato d'animo di molti consiglieri capitolini, prima e dopo di lui: Io non voglio dirigere spese, che mi si assicura coi fatti, che non potranno pagarsi: io non voglio assistere al fallimento voluto della nostra Comune.105) I luoghi in cui il conflitto tra rappresentanza capitolina e governo centrale doveva concentrarsi, dopo la riforma del 1847, inestricabilmente connessi al governo della capitale, si rivelarono la gestione della finanza municipale, il controllo politico della burocrazia capitolina e dei lavori pubblici, la direzione delle forza di polizia. Talora il governo amministrativo tentava di rafforzare in tali campi la propria autonomia municipale, talora essi venivano recuperati alle esigenze governative.
Dunque, sul piano della cultura amministrativa (che in tal senso, dopo il 1849 finì col coincidere con tanta parte della cultura politica delle classi dirigenti romane) come sul piano delle dinamiche tra rappresentanza cittadina e autorità politica centrale, l'esperienza del 1847-48 rappresentò un passaggio decisivo per il destino del governo capitolino e per la storia di Roma, punto di riferimento, attraverso le esperienze del 1849, per le succes-sive vicende della municipalità romana dell'Ottocento. E comprensibile, perciò, che il ricordo della temperie riformatrice, percepita come tentativo volto al recupero d'autonomia amministrativa e, perciò, d'effettivo gioco politico, venisse coltivato durante la ripresa dell'idea del buon governo municipale nella capitale del Regno d'Italia alla fine degli anni Ottanta.106) Del resto, un uomo ben informato delle effettive dinamiche del governo capitolino ha già ricordato che l'impegno del consiglio comunale eletto il 13 novembre 1870, per adeguare la struttura amniinistrativa dell'ente alle disposizioni sancite dalla Legge Comunale e Provinciale del 20 marzo 1865, venne reso meno difficoltoso dal fatto che l'ordinamento in vigore in quel tempo nel comune di Roma, basato sul motu proprio di Papa Pio DC del I ottobre 1847, non presentasse sostanziali difformità.107)
ANDREA CIAMPANI
'> La lettera del Chigi ad Odcscalchi del 10 ottobre 1849, riportata da M. Boca, Il Municipio di Roma rit, p. 117.
KM) Sia consentito rimandare ad A. CIAMPANI, Cattolici e iiberali a Roma durante la tra-sformatone dei parliti. Rappresentanza locale, politica nazionale e progetti vaticani (1876-1883), Roma, Istituto storico del Risorgimento (in corso di stampa).
*>7J La legislazione sul comune di Roma dal 1870 al 1955 y a cura di L. LUCENTE, Roma, 1955, p. IX.