Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Storiografia
anno <1999>   pagina <116>
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Marco De Nicolò
Repubblica come prodotto del malcontento locale oppure come frutto del­l'azione rivoluzionaria di elementi estranei alla citta.
Demarco sottolinea l'elemento della partecipazione popolare non solo nell'esperienza romana, ma più in generale nelle vicende italiane del biennio 1848-49.9 L'elemento popolare, sia come attore diretto, sia come oggetto di attenzione da parte dei dirigenti della Repubblica, è uno degli elementi centrali della rivoluzione sociale. U humus sociale, pronto a ricevere un impul­so, pronto a far proprie le parole d'ordine repubblicane, il malessere sociale del terzo e del quarto stato, la rivolta nata dall'assassinio di Pellegrino Rossi, la rapida e progressiva tadicalizzazione che porta all'instaurazione della Repubblica, la presenza in proporzioni consistenti e in posti chiave di autorevoli esponenti romani, sono elementi molto forti di un'interpretazione che rigetta la possibilità di una rivoluzione compiuta da un pugno di eroici forestieri. Certo la Repubblica Romana richiama molti esponenti del campo democratico italiano. D'altronde, sarebbe ben strano che un mo­mento così importante e decisivo, maturato in quelle determinate condizioni e con quelle modalità, suscettibile, almeno nella visione democratica, di un ulteriore progresso della causa nazionale in chiave democratica, non richiami la presenza e l'impegno dei maggiori esponenti democratici. Come sarebbe altrettanto strano che essi non cerchino di influire sul corso e sulla natura della Repubblica. Ma un conto è la partecipazione, più che comprensibile, di molti elementi democratici non romani, un conto sono le motivazioni e i caratteri della rivoluzione romana, che, secondo l'autore, non sembra affatto uscire da una artificiosa sollevazione guidata da un ristretto gruppo di rivoluzionari. Certo il ruolo di Mazzini non è secondario: la sua figura aleggia sulla Repubblica già prima che egli arrivi nella città. La Costituente, anche se non conforme ai suoi desideri, ha una forte impronta repubbli­cana, così come la proclamazione di quella forma di Stato appare un altro obiettivo mazziniano raggiunto. Ma le alternative appaiono poche: lo stesso Mazzini avrà gioco facile nell'indicare la forma repubblicana in considera­zione che il Papa è fuggito ed essendo lo Stato pontificio una monarchia elettiva, senza dinastia, la strada si apre automaticamente alla Repubblica. Mazzini, e questo è un punto controverso, sa anche farsi da parte, non ingombrare il campo, accettare la discussione democratica. Insomma, la Repubblica non acquisisce una fisionomia mazziniana, anche se molte decisioni successive ne appaiono influenzate.
Demarco guarda oltre la mera storia politica e si dota di strumenti in grado di scavate nelle condizioni economiche del periodo e di ricostruire il
2> Li rivoluzioni italiane del 1848, in Società, 1989, n. 2, pp. 181-219.