Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Storiografia
anno <1999>   pagina <121>
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 121
tollerante dell'Assemblea, capace di sapersi adeguare alla situazione. Di Mazzini, Rodelli mette in rilievo, al contempo, la sua capacità di dare spes­sore ideale e la mancata accoglienza concreta dei suoi obiettivi principali, per cui assume un ruolo predominante solo al momento delle trattative con Lesseps. Dall'analisi di Rodelli emerge l'importanza di altri personaggi, come lo Sterbini, apparentemente oscillante, in realtà alla ricerca della misura del moto popolare, e di Cernuschi, repubblicano federalista. In tal modo egli dà l'avvio a studi di dettaglio sui costituenti, approfondendo la distinzione al­l'interno delle correnti.
2. JLtf Repubblica romana in testi generali sul Risorgimento e su Roma
Qual è il posto assegnato alla Repubblica Romana negli studi dedicati a sintesi più ampie, che coinvolgono la storia del Risorgimento o la storia della città? Ho scelto, come campione, tre interpretazioni: quella di Cande­loro, tratta dalla sua storia d'Italia, quella di Caracciolo emergente dal volu­me sullo Stato pontificio, la terza rintracciata in un importante studio della città compiuto da Fiorella Bartoccini.
Nell'opera di Candeloro,5) le pagine dedicate alla Repubblica Romana ricostruiscono principalmente gli avvenimenti, come è d'altronde compren­sibile in un'opera di sintesi. Non mancano, tuttavia, giudizi interessanti: egli appare infatti più vicino alle tesi di Rodelli che a quelle di Ghisalberti circa i rapporti tra Mazzini e l'Assemblea. Inoltre ritiene che quanto a intensità rivoluzionaria e ad affrontare i problemi politici più urgenti l'Assemblea è carente, ma quanto al rinnovamento politico e sociale essa mostra chiarezza di idee, fino a raggiungere i risultati più avanzati rispetto alle altre esperienze del biennio 1848-49 in Italia. La politica agraria è un campo in cui chiara­mente emergono tali progressi. Candeloro dedica una particolare attenzione ad altri due aspetti, a quello internazionale, che comprende la ricostruzione della dialettica politica francese e la strategia austriaca, e alla Costituzione. Nel lavoro dell'Assemblea Candeloro rintraccia le principali correnti ideali che si riallacciano alla tradizione democratica formatasi dopo la rivoluzione francese, le influenze giacobine e mazziniane. Queste ultime, tra l'altro, sono recepite dai costituenti senza l'intervento diretto di Mazzini che, afferma Candeloro, nella sua attività di Triumviro, si dedica soprattutto ai rapporti con gli altri Stati preunitari, alla politica estera e alla difesa della città. Le
5) Qr. CANDELORO, Storia dell'Italia moderna, voi. Ili, ha rivoluzione nazionale 1846-/<, Milano, 1979 (1 edizione 1960), pp/307>343, 373-378, 425-453.