Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Storiografia
anno <1999>   pagina <122>
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Marco De Nicolò
diversità di orientamenti non impediscono, peraltro, che la Costituzione risulti un documento unitario.
Caracciolo, nel paragrafo dedicato alla Repubblica Romana all'interno del volume scritto insieme a Mario Caravale sullo Stato pontificio,6) torna sulle domande essenziali: rispetto al peso dei democratici italiani, Caracciolo riconosce che la loro presenza è visibile e dichiarata nei momenti fonda­mentali della vicenda Repubblicana Romana, così come è fuori discussione l'influenza di Mazzini e dei democratici italiani, ma il peso effettivo che essi hanno non è decisivo per le sorti della Repubblica; piuttosto risulta un ausilio a forze già maturate sul posto. Anche l'apporto politico è relativo, poiché l'esperienza parlamentare dei forestieri non è più grande di quella dei deputati romani. Caracciolo ritiene che la Repubblica abbia anche un carattere sociale, in ciò associandosi con l'interpretazione di Demarco, anche se avverte che a tale aggettivo non bisogna dare accentuazioni moderne. Caracciolo vede chiaramente nella Repubblica una compattezza intema che, se accoglie l'aiuto democratico italiano, può comunque contare su un con­senso e su una sua forza propria.
Nel lavoro di Fiorella Bartoccini sull'Ottocento romano alcuni dati con­siderati acquisiti vengono rimessi in gioco. Secondo l'autrice l'incertezza del governo, dopo la fuga di Pio IX, crea un vuoto nella direzione dello Stato che viene riempito dalla rivoluzione democratica e repubblicana italiana i cui programmi vengono rafforzati da un altro elemento: la scomparsa dalla scena politica della nobiltà romana. La studiosa ha sempre tenuto presente il peso che questa classe esercita ai vertici dello Stato romano e nella società e che ha caratteristiche molto differenti dalle aristocrazie presenti negli altri Stati preunitarL La nobiltà romana e l'alto clero, che hanno rappresentato sempre il potere, si dissolvono. Cercare oltre ai pieni, i vuoti: questa è uno degli elementi originali dello studio della Bartoccini, cercare cioè non solo gli atti, i proclami, gli scontri aperti, ma anche i silenzi, le incertezze, le ostilità. E il vuoto viene riempito dai democratici italiani; dunque anche la partecipazione non va enfatizzata. Qual è il grado di integrazione tra italiani e romani? Fiorella Bartoccini ritiene che gli obiettivi nazionali di Mazzini siano diversi e spesso in contrasto con quelli degli abitanti, oltre che dei rappresentanti romani, provati dalle difficili condizioni economiche, oltre che preoccupati dalle voci insistenti di attacco militare e tesi a difendere i propri interessi e le proprie scelte e, dunque, a segnare con un taglio netto il passaggio istituzionale e legislativo dal caduto regime all'attualità repubbli-
9 M. CARAVALE, A. CARACCIOLO, LO Stato pontificio. Da Martino V a Pio IX, Torino, 1978, pp. 659-666.