Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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Marco De Nicolò
mancamente l'altra contrapposizione tra la Repubblica e il papato di Pio VI* Certo la partecipazione popolare che mancò alla prima non manca alla seconda e, dal punto di vista politico, la concezione di un primo nucleo dell'unità nazionale nutrita dall'azione mazziniana, è assente nella Repubblica giacobina. Dunque legami e affinità affondano più nel terreno della tradizione comune.
Sui contenuti generali della Repubblica del 1849 Gatta sembra fondere diversi motivi già presenti sia in Demarco sia in Ghisalberti e, per qualche verso, si trovano anche anticipazioni delle tesi rodelliane,10) come ad esempio il fondamentale innesco, dato alla Repubblica, dalla fuga del Papa. La proclamazione della Repubblica Romana è la conclusione di un lungo processo di crisi del papato (dunque il richiamo alla necessità di uno svecchiamento delle strutture); è però anche il risultato del maturare di condizioni sociali di piccoli proprietari e di piccoli borghesi soprattutto nelle campagne
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e nelle province. E quindi rigettata la tesi di una sollevazione dovuta ad elementi estranei a Roma e all'ex Stato pontificio. Oltre alle linee di fondo, Gatta analizza in particolare le elezioni e la conseguente composizione dell'Assemblea costituente per provenienza geografica e per posizione sociale. Emerge la preminenza di elementi moderati e lo scontro con i più radicali. La proclamazione della Repubblica in un'Assemblea che per un terzo non è repubblicana, secondo Lodolini,11) è da spiegarsi con la connessione tra quella forma di Stato e l'idea di patria. E il peso dell'idea e del movimento nazionale sono le espressioni più evidenti anche nel dibattito costituente. La Repubblica si impersona nella figura di Mazzini, mentre i romani presenti in assemblea non sono rappresentativi, non prendono posizioni decisive, non suggeriscono temi fondamentali, limitandosi a portare l'eco di una grande anima popolare. I lavori di Emilia Morelli, uno sui verbali del Comitato esecutivo della Repubblica Romana e un altro sulla seduta del 30 giugno 1849,J9 mettono in evidenza i limiti del Comitato composto da Armellini, Montecchi e Saliceti, che ha contro radicali e moderati. Tali limiti vengono meno con la presenza di Mazzini nel successivo Triumvirato. Emilia Morelli contesta Demarco poiché i provvedimenti presi in materia economica sembrano più dettati dalle necessità che da una volontà sociale. La seduta del
"> B. GATTA, Roma è Repubblica!, in Capitolina!* 1949, n. 9-10, pp. 211-218; 1D., Le elezioni del 1849, in Archivio della Società romana di storia patria* 1949, pp. 3-27.
in A. LODOLINI, / Romani nella Costituente cit
'9 E- MORELLI, I verbali del comitato esecutivo della Repubblica romana del 1849, in Archivio della Società romana di storia patria, 1949, pp. 29-96; EAD., La seduta del 30 giugno, in CapitoUum, 1949, ti. 9-10, pp. 219-222.