Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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125
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 125
30 giugno 1849 rappresenta il momento più alto, e conclusivo, del dissidio tra Mazzini e l'Assemblea. In quella seduta, che deve decidere il modo di porsi di fronte ai francesi, Mazzini esorta all'uscita dalla città per continuare la battaglia, l'Assemblea intende invece studiare i modi per giungere a una resa onorevole. L'autrice si chiede, tra l'altro, se non sono proprio i rappresentanti dell'Assemblea a rafforzare il mito di Roma, poiché la città cade fiera e orgogliosa sul Campidoglio, facendo del governo qualcosa di più nobile e austero dei governi provvisori fuggiaschi di fronte all'incalzare del nemico. E si chiede anche se la volontà di Mazzini di cadere per mano austriaca, invece che per mano francese, che si ostina a considerare fraterna, non sia il riflesso dell'ira e dello sconforto del momento, che gli portava a sottovalutare i suoi stessi insegnamenti e a consentire così l'istituzione dell'ultimo triumvirato. Secondo Cucchiari13) quest'ultimo momento è stato poco studiato non tanto perché manchino i documenti, quanto perché manca l'attività stessa dell'istituto. In quegli ultimi giorni della Repubblica, infatti, l'unica vera autorità è il Campidoglio a cui viene conferito il mandato di trattare con i francesi. Cucchiari mette in evidenza come Mariani e Calandrelli accettino il ruolo di triumviri per senso di responsabilità, mentre Saliceti per ambizione. Mancando una vera e propria attività di governo, Cucchiari si sofferma sulle figure dei triumviri e sulle loro posizioni antimazziniane. D'altronde l'Assemblea è spinta alla decisione di abbandonare Mazzini solo dalla volontà di salvare la Repubblica.
Alessandro D'Alessandro propone un saggio sull'intervento francese14) seguendo lo sviluppo degli avvenimenti nella neonata Repubblica transalpina e la scarsissima possibilità di influenza dei due inviati della consorella romana: Pietro Beltrami e Federico Pescantini. Appare destinata al fallimento anche la missione di Lesseps di fronte alla schiacciante vittoria del partito cattolico francese e del suo uomo in Italia, il generale Oudinot. Ma il tema su cui D'Alessandro toma frequentemente è la politica agraria della Repubblica Romana. Si tratta di raccogliere un invito che Gramsci ha lanciato nelle sue pagine sul Risorgimento15) e di proseguire, nel dettaglio, l'analisi già compiuta da Demarco. La politica agraria della Repubblica Romana è una politica rivoluzionaria, che risponde alle attese di giustizia seguenti alla proclamazione della Repubblica, non solo per l'abolizione della
'3) A. CUCCHIARI, L'ultimo Triumvirato, in Capitolinm, 1949, n. 9-10, pp. 223-232.
M> A. D'ALESSANDRO, La Repubblica romana del 1849 e l'intervento francese, in Nuova rirista storica, 1954, n. 1-3, pp. 261-280.
S) A. GRAMSCI, // Risorgimento, Torino, 1949, p. 104.