Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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Marco De Nicolò
tassa sul macinato e per i provvedimenti relativi all'enfiteusi ma anche per il progetto di un ordinato credito bancario che supera l'insufficiente ruolo dei Monti frumentari e il ricorso all'usura. Anche l'abolizione degli usi civici, che pure sembra attenuare la portata sociale dei provvedimenti rivoluzionari, fa parte di tale politica perché estende altri diritti ai Comuni.16) Altre ricerche che indagano aspetti più generali dell'economia danno altri esiti. Nicola La Marca, pur indagando su un lungo periodo, mette l'accento sulle difficoltà di una concreta opera di riforma sia per le difficoltà finanziarie, sia per il poco tempo disponibile che hanno i repubblicani per superare quelle difficoltà e per rendere le riforme meno traumatiche e più efficaci. La classe sociale che più risente di quelle misure e di quelle condizioni è la borghesia, che subisce il salasso delle nuove imposte, dell'inflazione e del prestito forzoso ed è questo il principale motivo per cui, pur senza entusiasmo, la borghesia romana accetta la Restaurazione pontificia.17)
Uno studio decisamente innovativo è quello di Franco Rizzi, che indaga sulla Repubblica Romana nelle campagne laziali.18) Sulle tracce di Agulhon, l'autore si pone interrogativi nuovi, come le forme di sociabilità politica, il rapporto tra centro e periferia, i rapporti tra notabilato locale e rivoluzione. Dove manca una compiuta possibilità di comunicazione democratica e dove non vi siano organizzazioni politiche stabili prevale facilmente la forza della tradizione. Ma l'irruzione rapida di idee e fatti può seminare dubbi, suscitare curiosità, generare la necessità di una più approfondita conoscenza di quelle idee. La reazione delle campagne all'improvvisa irruzione delle idee repubblicane è efficacemente ricostruita da Rizzi. Se la Repubblica non ha un effetto immediato, genera però conseguenze sui tempi lunghi- Non è certo la provincia a determinare i cambiamenti che si verificano nello Stato pontificio tra il 1848 e il 1849, ma lo sconvolgimento provocato in campagna contribuirà alla dissoluzione dello Stato pontificio nel decennio successivo. I primi mesi della Repubblica fanno nascere un rapporto intenso tra governo centrale e comunità periferiche, ma già alla
l<>) A. D'ALESSANDRO, Le origini del decreto del 15 aprile 1849. La riforma fondiaria nella Repubblica romana* in Riforma agraria, 1956, pp. 31-33; ID., Aspetti della politica agraria della Repubblica Romana, in Sludi gramsciani. Atti del convegno 11-13 gennaio 1958, Roma, 1958, pp. 115-121; lD.t La politica agraria e sociale dilla Repubblica romana (Secondo nuovi documenti), in Nuova rivista storica t 1959, n. 1, pp. 102-104.
*7> N. LA MARCA, Saggio di una ricerca storico-economica sull'industria e sull'artigianato a Roma dal 1750 al 1849, Padova, 1969, in particolare pp. 78-82.
18) p. Rizzi, La coccarda e le campane. Comunità rurali e Repubblica romana nel Lasjo (1848-1849), Milano, 1988.