Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Storiografia
anno <1999>   pagina <126>
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Marco De Nicolò
tassa sul macinato e per i provvedimenti relativi all'enfiteusi ma anche per il progetto di un ordinato credito bancario che supera l'insufficiente ruolo dei Monti frumentari e il ricorso all'usura. Anche l'abolizione degli usi civici, che pure sembra attenuare la portata sociale dei provvedimenti rivoluzionari, fa parte di tale politica perché estende altri diritti ai Comuni.16) Altre ricer­che che indagano aspetti più generali dell'economia danno altri esiti. Nicola La Marca, pur indagando su un lungo periodo, mette l'accento sulle diffi­coltà di una concreta opera di riforma sia per le difficoltà finanziarie, sia per il poco tempo disponibile che hanno i repubblicani per superare quelle difficoltà e per rendere le riforme meno traumatiche e più efficaci. La classe sociale che più risente di quelle misure e di quelle condizioni è la borghesia, che subisce il salasso delle nuove imposte, dell'inflazione e del prestito forzoso ed è questo il principale motivo per cui, pur senza entusiasmo, la borghesia romana accetta la Restaurazione pontificia.17)
Uno studio decisamente innovativo è quello di Franco Rizzi, che in­daga sulla Repubblica Romana nelle campagne laziali.18) Sulle tracce di Agulhon, l'autore si pone interrogativi nuovi, come le forme di sociabilità politica, il rapporto tra centro e periferia, i rapporti tra notabilato locale e rivoluzione. Dove manca una compiuta possibilità di comunicazione demo­cratica e dove non vi siano organizzazioni politiche stabili prevale facil­mente la forza della tradizione. Ma l'irruzione rapida di idee e fatti può seminare dubbi, suscitare curiosità, generare la necessità di una più appro­fondita conoscenza di quelle idee. La reazione delle campagne all'improvvisa irruzione delle idee repubblicane è efficacemente ricostruita da Rizzi. Se la Repubblica non ha un effetto immediato, genera però conseguenze sui tempi lunghi- Non è certo la provincia a determinare i cambiamenti che si verificano nello Stato pontificio tra il 1848 e il 1849, ma lo sconvolgimento provocato in campagna contribuirà alla dissoluzione dello Stato pontificio nel decennio successivo. I primi mesi della Repubblica fanno nascere un rapporto intenso tra governo centrale e comunità periferiche, ma già alla
l<>) A. D'ALESSANDRO, Le origini del decreto del 15 aprile 1849. La riforma fondiaria nella Repubblica romana* in Riforma agraria, 1956, pp. 31-33; ID., Aspetti della politica agraria della Repubblica Romana, in Sludi gramsciani. Atti del convegno 11-13 gennaio 1958, Roma, 1958, pp. 115-121; lD.t La politica agraria e sociale dilla Repubblica romana (Secondo nuovi documenti), in Nuova rivista storica t 1959, n. 1, pp. 102-104.
*7> N. LA MARCA, Saggio di una ricerca storico-economica sull'industria e sull'artigianato a Roma dal 1750 al 1849, Padova, 1969, in particolare pp. 78-82.
18) p. Rizzi, La coccarda e le campane. Comunità rurali e Repubblica romana nel Lasjo (1848-1849), Milano, 1988.