Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
anno
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1999
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pagina
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127
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 127
fine dell'aprile 1849 quella fase alta tende a scemare fino all'indifferenza nel momento della mobilitazione in difesa di Roma. Rizzi ricostruisce l'andamento di quei rapporti sia attraverso i meccanismi della comunicazione, sia attraverso il concreto agire di molte aniministrazioni comunali. Il coinvolgimento popolare avviene in alcuni momenti particolari, come le feste, o in alcuni luoghi particolari, come le trattorie e le bettole. Professionisti, contadini proprietari, artigiani e commercianti danno un grande contributo all'istituzione dei circoli popolari, che diventano canali di comunicazione con gli esponenti romani. Anche i ceti disagiati si sentono improvvisamente coinvolti da un disegno che comprende anche le loro esigenze. Se la mobilitazione perde mordente nel corso dei mesi, è perché quel ritmo che solo il centro può dare, viene meno. Si tratta di uno studio nuovo che prende in considerazione aspetti lasciati in disparte da molta parte della storiografia.
Anche altri saggi riguardano l'esperienza della Repubblica Romana su base locale. Mi si perdonerà se non li citerò tutti; segnalerò alcuni di quelli riguardanti grandi aree.
Nel 1950 sulla Rassegna storica del Risorgimento appaiono due saggi di tale tipo. Il primo, di Enrico Liburdi, riguarda la vicenda del Commissariato straordinario di Felice Orsini in provincia di Ascoli, il secondo, di Piero Zama, la Repubblica Romana in Romagna.19) Enrico Liburdi ricorda la pressione opposta di fazioni giacobine e di gruppi sanfedisti sulle istituzioni repubblicane nelle Marche. Vista la fermezza che Felice Orsini ha mostrato in provincia d'Ancona, a fronte di una politica poco risoluta delle autorità locali, i triumviri di Roma reputano che egli sia l'uomo giusto anche per la situazione ascolana. liburdi analizza con efficacia la formazione delle bande fedeli al Papa, la loro composizione, la loro spregiudicatezza, che giunge fino all'assedio della città di Ascoli. Il compito di Orsini, la difesa della città e la riduzione all'inefficacia delle bande, è compiuto con estrema fermezza. Ma il Liburdi ci dà anche conto della vicenda di Orsini dopo la sua partenza da Ascoli e del destino della città, che resiste contro le bande reazionarie e che si piega in modo dignitoso agli Austriaci. Zama denuncia l'incomparabilità dell'esperienza romana con quella romagnola, che definisce una cronaca rispetto alla storia che si compie a Roma. Ma le ex Legazioni di Forlì e di Ravenna offrono comunque spunti interessanti Uno di questi è senz'altro l'avvicendamento progressivo delle cariche e delle istituzioni che conducono a una sorta di slittamento delle forme dello Stato pontificio verso quelle
,9> E. LIBURDI, li Commissariato straordinario di Felice Orsini in provincia d'Ascoli mi 1849, in Rassegna storica del Risorgimento, XXXVII (1950), f, l-IV, pp. 198-214 e P. ZAMA, La Repubblica romana in Romagna, ivi, pp. 531-538.