Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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Marco De Nicolò
repubblicane. Il definitivo stabilimento della Repubblica avviene sulla scorta delle notizie che giungono da Roma. Alla proclamazione della Repubblica, il 9 febbraio 1949, a Roma, uguale proclamazione viene fatta due giorni dopo nelle Romagne, a cui fanno seguito festeggiamenti e problemi organizzativi Le campagne rimangono più in disparte, più colpite nel sentimento religioso e timorose di sortite da parte di sedicenti volontari che si danno licenze di requisizione. Ma oltre alle feste e ai timori, Zama annota anche delitti: la vendetta privata si traveste da giustizia e si può approfittare del clima di confusione per perpetrarla. Il saggio si ferma letteralmente alla cronaca, poco si indaga sulla condizione sociale ed economica, ma sembra comunque necessario per stabilire, più in generale, adesione e distanza dalla Repubblica. Molto dettagliato è il saggio di Di Porto sul triennio 1847-49 nel viterbese. La mobilitazione rivoluzionaria si deve soprattutto a possidenti, commercianti, professionisti, artigiani. Tra i ceti popolari il sostegno attivo, sostiene Di Porto, deve essere stato inferiore a quello che si registra tra i proletari romani, favoriti dalla politica di lavori pubblici e dalla vicinanza, ai centri di potere.20) Molto interessante è l'analisi di Gian Biagio Furiozzi sulla vita dei Circoli popolari umbri21) di cui mette in evidenza principalmente tre aspetti: il richiamo a una Costituente italiana, la differenziazione interna (quello di Spoleto, presieduto da Campello, è il più cauto), la posizione rispetto alla formula della democrazia pura , riferibile al suffragio universale.
4. La Costituitone e le istituzioni repubblicane
La Carta costituzionale del 1849 è oggetto, nei primi anni del dopo-guerra, di attenzioni monografiche e di inserimento in studi costituzionali più ampi Ma, in genere, questo corpo di studi riconduce alla più generale storia politica della Repubblica. L'inizio è promettente: lo studio di Nino Cortese sulle Costituzioni italiane del 1848-49 non solo prende in esame il contesto politico, i modelli costituzionali presenti, ma segue, nel caso della Repubblica Romana, il dibattito costituente e la costruzione delle istituzioni repubblicane. Egli approfondirà la sua analisi con altri studi sulle Costitu-
2) B. Di PORTO, Un triennio del Risorgimento viterbese (1847-1849) nette earte della pò-tiia pontifìcia, in Rassegna storica del Risorgimento, LV (1968), f. III, pp. 439-460.
21) G.B. FURIOZZI, / circoli popolari umbri del 1848 e il suffragio universale, in Rassegna storica del Risorgimento, LXXVli (1990), IV, pp. 527-536.
22) N, CORTESE, Le Costituzioni italiane del 1848-49, Napoli, 1945, per la Repubblica Romana, si vedano, in particolare, le pp. CXII-CXXIU.