Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Storiografia
anno <1999>   pagina <129>
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 129
zioni del biennio e su quella della Repubblica Romana.23) Da questi studi emergono alcune precise linee interpretative. L'autore indica tra le priorità della volontà costituente la snellezza degli ordinamenti, gli ostacoli da porre all'avvento di poteri dittatoriali. Per tali motivi è escluso il Tribunato e i consoli, nel corso del dibattito, vengono ridotti a tre da cinque. Il potere esecutivo può d'altronde contare su ministeri responsabili onde accrescere la rapidità dell'esecuzione. Il Consiglio di Stato viene posto in condizioni tali da non creare ostacoli all'attività legislativa. Sono solo alcuni punti qualifi­canti, la discussione sulla nuova forma di Stato che Cortese tiene presenti insieme ad altri punti importanti riuscendo a sottrarsi dalla mera analisi delle correnti politiche e a spingere la propria ricerca anche su un terreno pro­priamente istituzionale. È un esempio che stenta a essere seguito in quegli anni, se si fa eccezione per la cura che Gatta predispone alla proposizione della Costituzione qualche tempo dopo.24)
È nota la pubblicazione di una collana della Sansoni in appoggio ai la­vori della Costituente del 1946. In quella serie di volumi appare anche un volume di Giorgio Falco su Mazzini e la Costituente.25) Il tema riguarda ovviamente un argomento diverso e più ampio, nel quale però l'esperienza della Costituente romana è inclusa come una delle esperienze concrete della richiesta mazziniana. E ammissibile, in linea generale, la critica di Falco a Mazzini circa la sua convinzione della parola d'ordine della Costituente connessa alla partecipazione popolare in un processo come quello del Risorgimento che in realtà, nella sua dimensione nazionale, non mobilitò a tal punto le masse. Ma proprio l'esperienza della Repubblica Romana appare un'eccezione in tale senso. Ben lontano da quell'impostazione doveva essere Gioberti, il quale concepiva la Costituente solo come istituto formale per consacrare l'unione di stati accettando il principio delle monarchie costitu­zionali.
Due anni dopo, in un'occasione celebrativa del Parlamento, Ivanoe Bonomi affronta il tema dell'Assemblea costituente romana.2 In questo caso la tentazione di ripercorrere le tappe generali della Repubblica è però troppo forte, cosi il lavoro della Costituente viene seguito per cenni. È interessante, comunque, seguire la composizione, i maggiori rappresentanti
23) N. CORTESE, Costituititi e CostitusQoni italiane del 1848-49, Napoli, 1951, in parti­colare alle pp, 232-266; ID., Introduzione alle Costitutori italiane del 1848-49, Napoli, 1959.
2*) JL<7 Costituitone della Repubblica romana; a cura di B. GATTA, Firenze, 1946.
25J G. FALCO, Giuseppe Manzini e la Costituente, Firenze, 1946.
29 I. BONOMI, Il annuario del Variamento 8 maggio 1848-8 maggio 1948, Roma, 1948, pp. 103-124.