Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
anno
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1999
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pagina
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131
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 131
nelle istituzioni e nella politica. Sia nel suo volume sulla storia costituzionale d'Italia, sia in contributi più specifici,52) egli mette in evidenza come la Costituzione della Repubblica Romana pare accostarsi in qualche modo al modello costituzionale francese del 1848. La sovrapposizione dell'apparato statale a quello ecclesiastico sembra portare inevitabilmente, a Roma più che nel resto d'Italia, allo scoppio di una crisi politica e istituzionale per l'alto grado di contraddizione.
Molto innovativi appaiono gli studi compiuti in anni più recenti, in particolar modo quelli di Ferri e di Furlani. Il primo, in tre studi che analizzano la Costituzione e la forma istituzionale che va assumendo il nuovo Stato,33) mette in risalto come la Costituzione della Repubblica Romana sia, insieme a quella siciliana, l'unica carta non concessa del biennio 1848-49, ma a differenza di quella siciliana, che è approvata da un Parlamento eletto a suffragio ristretto e che si limita a introdurre modifiche alla Costituzione del 1812, quella romana è frutto di un lavoro di un'Assemblea eletta a suffragio universale e nella quale non si intravede nessuna ispirazione allo Statuto di Pio IX. Altro elemento di originalità sono i princìpi fondamentali che precedono gli articoli costituzionali. Essi sono, secondo l'autore, enunciazioni più filosofiche che giuridiche e i riferimenti alla Costituzione giacobina sono puramente sentimentali. Ferri ripercorre il dibattito costituente cogliendo non solo le divisioni più macroscopiche, ma anche le sfumature e riconnettendo sempre i princìpi espressi a quelli ispiratori. Molto interessante è, ad esempio, la discussione intorno ai termini democrazia, democrazia pura, sovranità, così come il confronto sul grado di autonomia da conferire ai municipi. Dalla comparazione costante che Ferri attua con le altre Costituzioni italiane del periodo, emerge anche un altro importante aspetto: la religione cattolica, come religione dello Stato è contenuta in tutti gli Statuti Proprio nello Stato uscito dalla sovranità del Papa quel principio è battuto nel corso del dibattito assembleare. E un fatto nettamente anticipatore, secondo Ferri, tanto più che vengono garantiti i diritti civili e politici indipendentemente dalla professione religiosa. Novità interessanti emergono
3Z) C. GWSAI3ERTI, Stona costituzionale d'Italia 1848-1948, voi. 1, Roma-Bari, 1977 (la ed. 1974), pp. 28-33; ID., // costituzionali svio del '48, ia Rassegna storica del Risorgimento, LXXXV (1998), supplemento al E TV, pp. 39-48.
33) M. FERRI, Costituente e Costituitone nella Repubblica romana del 1849, in Diritto e società, 1989, n, 1, pp. 1-52; ID., L'idea di Stato nella Repubblica romana del 1849, in li dibattito sull'unità dello Stato net Risorgimento italiano. Atti del convegno. Bergamo, ex Chiesa di Sant'Agostino, 1-3 giugno 1990, Napoli, 1991, pp. 1-43; ID., L'esperienza della Repubblica Romana del 1849, in Rassegna storica del Risorgimento, LXXXV (1998), supplemento al f. IV, pp. 49-54.