Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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Marco De Nicolò
creata con l'editto di Pio IX, del 1 ottobre 1847, incontri ostacoli da parte del potere centrale che non vuole abbandonare alcune importanti funzioni sulla città e segnala le difficoltà economiche e i provvedimenti ad esse relativi. Quindi analizza i componenti di quella magistratura, il passaggio dal regime pontificio a quello repubblicano e dà conto delle misure prese dal Municipio repubblicano. È un primo approfondimento, compiuto in un'assenza di fatto di altri studi.
Fiorella Bartoccini sostiene che il Campidoglio è un punto di riferimento, e non solo per il riconoscimento ufficiale ricevuto dal comando francese all'epilogo della vicenda rivoluzionaria, ma in termini di aspettative da parte della popolazione romana. Altri aspetti interessanti sono la divaricazione che si crea tra metodo elettorale democratico e selezione elitaria delle candidature, la collaborazione, in funzione di freno reciproco, tra esponenti di diverse correnti, come Corsini e Ciceruacchio, la radicalizza-zione del Municipio dopo la partenza di Pio IX. L'autrice sostiene la necessità di uno studio più approfondito di tale istituzione.38)
Tale indicazione è raccolta, in modo pieno, da Marco Bocci, in anni recenti.39) Nella Repubblica Romana il Municipio non viene valorizzato, anzi il suo ruolo è ridotto a strumento operativo. Il Comune deve far fronte ai mille problemi che si presentano alla Repubblica: l'accettazione dei buoni del governo da parte dei fornitori, le difficoltà di comunicazione, il controllo dei prezzi, ecc. Il Triumvirato, in particolare, vede nel Consiglio il mero esecutore delle incombenze materiali. Il riconoscimento del Comune come interlocutore, da parte dei francesi, dopo la decisione della Costituente di cessare la difesa di Roma, non è solo la carta di riserva scelta da Oudinot, ma è testimonianza dell'importanza che i francesi attribuiscono a quell'istituzione. E come ha già notato Ghisalberti, insistere su quell'istituto prepara una Restaurazione papale che non crei spaccature verticali con la popolazione e che attenui la possibilità di un ritorno agli abusi.40) Lo studio di Bocci risponde al sostanziale vuoto di studi sull'attività municipale e soprattutto sul ruolo che esso riveste nella Repubblica. La considerazione che sorge spontanea è che il Municipio può avere un ruolo, nel biennio 1848-49, solo quando viene ridotto il peso del potere centrale, quasi a sottolineare un'impossibilità di coesistenza tra centro e periferia nella stessa città e a mettere in rilievo un conflitto tra politica e amministrazione che
? E BARTOCCINI, Roma nell'Ottocento cit., pp. 36, 146, 173-174.
M M. BOCCI, Il' Mtmkipia di Roma tra riforma e rivoluzione (1847-1849), Roma, 1995.
,,tì) A. M GrasAJJJERTr, Roma da Macini a Pio IX. Ricerche sulla Restauratone papale del 1849-1850, Milano, 1958, pp. 50-51.