Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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pagina
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137
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 137
equivoco è vederne il Papa che può guidare il Paese all'unità. Aubert, infatti, ritiene che è coerente la decisione di non scendere in guerra con l'Austria, nazione cattolica e rompe quell'equivoco durato troppo a lungo. Roberto Cessi studia la formazione del mito di Pio IX e l'evoluzione del dramma del pontefice, soprattutto in base alla documentazione di Giovanni Battista Castellani.48) H mito di Pio EX crolla di fronte all'incapacità e all'impossibilità di cambiare profondamente i connotati dello Stato, il dramma si manifesta non tanto nel momento della sconfitta da parte della rivoluzione, ma nel momento della restaurazione gestita in modo del tutto inadeguato alla nuova realtà. Ma Cessi analizza anche l'indecisa politica mazziniana che non riesce a conquistare del tutto né i moderati né i radicali. Di nuovo tornano poi i motivi di divisione tra i repubblicani romani e quelli venuti da fuori città. Ciononostante, Venezia e Roma, congiunte idealmente nel 1849, rappresentano l'estremo rifugio dell'ideale repubblicano e le due esperienze in cui si gettano le fondamenta della nazione.49)
L'importante opera di Martina su Pio IX50) mette in evidenza il momento del distacco tra il pontefice e il movimento liberale nazionale nell'allocuzione del 29 aprile 1848, ma anche la forte polemica esistente nella sua corte. La negazione di una compatibilità tra potere temporale e potestà religiosa appare una considerazione importante: si tratta di due elementi divenuti antitetici perché divergenti nelle prospettive e perché la struttura pontificia mal si armonizza con una costituzionalizzazione dei poteri. La sfida di rendere moderne e più aperte le istituzioni pontificie, cozza contro l'accumulo di arretratezza di quelle istituzioni e contro la sopravvalutazione di poter riformare uno Stato che si pone compiti particolari e secolari secondo principi moderni, che implicano una totale rivoluzione nelle classi dirigenti Rispetto ai rapporti all'interno della Repubblica Romana, Martina vede una prevalenza di Mazzini sia sugli altri due triumviri, sia nei confronti della Costituente. L'autore accetta l'analisi di Ghisalberti, secondo cui la rivoluzione nasce a Roma e solo con l'arrivo di Mazzini acquisisce un carattere nazionale, ma a patto che si tengano presenti altri due elementi: il malcontento del popolo minuto e della borghesia intellettuale nei confronti del potere temporale e che l'opinione pubblica romana è ancora lontana dall'ideale unitario.
48> R. CESSI, Partiti politici, insurrezioni, governi provvisori in Italia nel 1848-49. Il mito di Pio IX, Udine, 1953.
*9 ID., Roma e Venera nel 1849, in Comitato Nazionale per le onoranze a Giuseppe Mazzini, Giuseppe Mastini e la Repubblica Romana, Roma, 1949, pp. 63-78.
G. MARTINA, Pio IX. 1846-1850, Roma, 1974, in particolare le pp. 331-349.