Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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pagina
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143
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 143
Cantimori sugli utopisti e sui riformatori italiani.79) I due utopisti presi in considerazione da Bulferetti sono Mastreila e Bonfigli. U primo è un repubblicano unitario, seguace di Mazzini, che predica unità, repubblica e Roma capitale e che è convinto della necessità di riforme sociali profonde, come l'imposta progressiva, portatore di un egualitarismo giacobino. Il secondo ha una ricetta misteriosa per sanare il problema sociale, che tiene nascosto per timore di plagi e quando finalmente il suo progetto, basato su una soluzione creditizia a favore delle classi meno agiate, all'interno di una tisistemazione del sistema bancario, arriva all'esame dell'Assemblea, non convince i costituenti romani. Il movimento liberale romano riceve attenzione da parte di Fiorella Bartoccini, ma la sua indagine parte, essenzialmente, dalla fine dell'esperienza repubblicana, un momento di riflusso di quel movimento che pure ha dato, nel 1849, una prova positiva.8
7. La stampa repubblicana
Sulla stampa del 1848-49 a Roma sono rintracciabili alcuni studi che orientano il ricercatore nella galassia improvvisa creata dalla moderata libertà di stampa concessa da Pio IX con l'Editto del 15 marzo 1848.
La tesi di Barbieri, che è uno dei primi studiosi a trattare l'argomento,81) è che il giornalismo dell'epoca non fu uno strumento così rozzo come un diffuso parere, a sua opinione, ha implicitamente definito. Certo il linguaggio è contegnoso, quasi aulico, ma questo carattere deriva, secondo Barbieri, al persistere in Italia di una lingua letteraria forzatamente separata dalle forme popolari. Quel giornalismo rappresenta bene, comunque, la passione politica che, dopo anni di isolamento, trabocca dopo la concessa libertà di espressione. Il pluralismo di quelle idee così a lungo compresse si manifesta in modo netto e si pone l'obiettivo di raggiungere e conquistare consenso anche tra gli strati popolari. Due i giornali che esprimono meglio di altri questo periodo, secondo Barbieri: Il Contemporaneo e II Positivo. Barbieri offre una sorta di bussola orientativa nel variegato panorama giornalistico.
Secondo Lefevre82) la stampa repubblicana ha un ruolo decisivo nell'orientamento politico nella Repubblica Romana insieme ai Circoli. I quoti-
?5) D. CANTIMORI, Utopisti e riformatori italiani, Fkenxe, 1943.
8) F. BARTOCOKI, // movimento liberale, e nazionale romano dal 1849 al 1860, in Rassegna storica del Risorgimento, XLVIl (1961), 111, pp. 387-428.
) C. BARBIERI, J giornali romani del 1849, Roma, 1955.
82) R. LEFEVRE, La libertà di stampa a Roma nel '49, in Capito fium, 1949, n. 9-10, pp. 241-252.