Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
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1999
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Marco De Nicolò
diani non sono organi di partito, piuttosto sono le correnti politiche che si formano attorno alle idee e ai programmi manifestati dai singoli fogli
Molto dettagliato è anche il saggio di Fonzi sui giornali romani del 1849.83) Il panorama giornalistico romano cambia molto da un anno all'altro: nel 1848 non ha nulla da dire, è pieno di vuote declamazioni, ma già nei primi quattro mesi del 1849 il quadro cambia: il numero dei giornali diminuisce, ma lo schieramento politico e ideologico acquisisce maggiore chiarezza. Fonzi affronta le testate dando connotazioni chiare delle loro caratteristiche, I giornali democratici sono espressione della borghesia, alla quale sono destinati, ed esprimono le aspirazioni e le tendenze degli uomini che hanno voluto la rivoluzione, che l'hanno attuata, che la difendono. I giornali riflettono la divisione tra mazziniani e democratici romani, i primi tendenti al raggiungimento di fini nazionali, i secondi interessati alla democratizzazione dello Stato.
8. La questione romana, le confessioni religiose
H declino delle ipotesi federaliste e l'allocuzione del 29 aprile 1848, con la quale il Papa afferma di non volere impegnarsi in un'impresa militare contro l'Austria, non solo pongono lo Stato della Chiesa fuori dal processo di un'unificazione guidata dalle diplomazie, ma lo pongono contro il movimento unitario che in questi anni si viene formando in modo aperto.
La questione dei rapporti tra Stato e Chiesa è centrale nel dibattito costituente romano. Tutte le opere generali sulla Repubblica sottolineano i passaggi salienti di quella discussione.
Alcuni saggi sottolineano in modo particolare il carattere laico della Costituzione, ma al contempo il rispetto e le garanzie nei confronti del Pontefice e individuano il ruolo e lo schieramento dei deputati cattolici.84) Altri saggi riconducono alle condizioni del clero nella Repubblica Romana. H contributo di Huecter85) mette l'accento sulla condizione di terrore in cui vivono gli appartenenti al clero secolare e regolare romano per opera delle punte più radicali del movimento repubblicano.
**) F. PONZI, I pomati romani del 1849, in Archivio della Società romana di storia patria, 1949, pp. 97-120.
M) A. BATTAGLIA, Libertà di culto e religione di Stato nella Repubblica romana del '49, in Civiltà moderna, 1946, pp. 37-41.
É L. HUBTTER, 1/ clero romano net '49, in Capitolium, 1949, n. 9-10, pp. 379-390.