Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana. Storiografia
anno
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1999
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pagina
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145
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 145
Edoardo Laureano, attraverso un'indagine documentaria e gli atti di un processo per lesa maestà desume che l'adesione del clero alla Repubblica non è consistente. I religiosi che aderiscono non lo fanno per motivi politici, ma per tornaconto, per quieto vivere oppure per continuare comunque una forma di apostolato sacerdotale.86)
Anche se il ritomo del Papa a Roma, avvenuto il 12 aprile 1850, è accolto con entusiasmo, quella accoglienza è ingannevole, secondo Del Giudice, il quale nota come le promesse e le sporadiche riforme non possono bastare a ricondurre la tranquillità ormai agitata dalle idealità nazionali.87) La questione dei rapporti tra Stato e Chiesa non può essere regolata in
Imodo consensuale in periodo repubblicano e ciò è ovvio, ma mancano anche idee forti su tale questione. Secondo J emolo in Mazzini si trova solo qualche abbozzo di idea di incameramento dei beni ecclesiastici che, con altri beni, vadano a costituire un fondo da erogarsi per scopi di utilità sociale, così nella Repubblica prevale la formula di Filopanti: al Pontefice vanno assicurate le guarentigie necessarie per Pindipendenza nell'esercizio della sua potestà spirituale.88) Quazza ripercorre la frattura generata dalla Repubblica seguendo soprattutto l'azione della politica e della diplomazia pontificia a Gaeta.85*) I tentativi di rientrare a Roma per effetto di un solo intervento austriaco esporrebbe il Papa a un biasimo generalizzato. Mentre vanno deluse anche le prospettive di un intervento militare piemontese. Per lo Stato sabaudo quel mancato intervento consentirà di conservare il prestigio che si è procurato presso l'opinione pubblica moderata. Falliscono anche i tentativi di conciliazione tra la tradizione ideologica e politica della Chiesa e il rinnovamento spirituale e politico dell'Italia e con essi i sogni del papato liberale e progressista. Si rafforza, invece, la parte reazionaria della corte papale, Antonelli in testa. Si apre così, secondo Quazza, un solco incolmabile tra la psicologia timorata dei ceti medi e le esigenze rivoluzionarie del popolo, e che si sarebbe ancora più approfondito dalla breccia di Porta Pia in poi.
M) E. LAUREANO, Archivi ecclesiastici di Roma sulla Repubblica del 1849, in Rassegna storica del Risorgimento, LIV (1967), f. II, pp. 272-281; ID., Il clero e la Repubblica romana del 1849, ivi, LVII (1970), f. II, pp. 226-232.
S7) V. DEL GIUDICE, La Questione romana e ì rapporti tra Stato e Chiesa fino alla Conciliazione, Roma, 1947.
*Q A.C. JEMOLO, Chiesa e Stato in Italia negli ultimi cento anni, Torino, 1948.
W9 G. QUAZZA, ha Questione romana nel 1848-49, Modena, 1947.