Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana. Storiografia
anno <1999>   pagina <149>
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Gli studi sulla Repubblica Romana negli ultimi cinquanta anni 149
Rodelli, che segnano un punto di riferimento ineludibile per gli stadi suc­cessivi. In questo periodo è anche compreso il centenario di quell'esperienza che è celebrato con mostre e che dà vita a numeri monografici, come quelli organizzati dalle riviste Capitolium, Archivio della Società romana di storia patria e Strenna dei romanisti, nei quali convergono studi di dettaglio impor­tanti. Dai lavori di questo periodo si può notare contemporaneamente una innovazione rispetto ai lavori concepiti precedentemente e una permanenza, una scia, dell'impostazione tradizionale, tesa a far confluire l'esperienza repubblicana nel più generale quadro risorgimentale e a sminuirne così gli elementi peculiari. Non mancano poi ritratti eroici Bisogna aggiungere che la preminenza va assegnata piuttosto al primo atteggiamento che al secondo e che in genere quella stagione lascia analisi e interpretazioni fondamentali. Superato l'inserimento della Repubblica come semplice tessera di un puzzle all'interno del processo unitario, si può guardare, contemporaneamente, alle specificità locali e al rapporto con il più generale movimento europeo, al quale quello italiano aggiunge la questione dell'unità e dell'indipendenza.
Con sempre maggiore nettezza emergono le differenze, i contrasti ideali e politici all'interno della Repubblica e viene così messa in discussione l'immagine di una Repubblica mazziniana. Insieme all'analisi più strin­gente sull'azione concreta della classe dirigente repubblicana si affrontano analisi sulle istituzioni e sulla società. Un punto di unanime accordo è l'inadeguatezza delle riforme dì Pio EX rispetto alle esigenze aniministrative e sociali della società pontificia. Così si comincia a leggere il dibattito costituzionale con attenzione a cogliere quei segni di rinnovamento istitu-zionale necessari allo Stato. E una lettura ancora legata alla capacità di distinguere correnti interne e personaggi più che alla comparazione modelli­stica. Un terreno che invece segna visioni di differente natura è l'imposta­zione sociale delle misure repubblicane. Le suggestioni gramsciane spingono a indagare in particolare le misure relative alle riforme in campo agrario.
In una seconda fase che, grosso modo, potremmo collocare negli anni Sessanta e Settanta si perde quasi definitivamente quella scia interpretativa tradizionale, anzi una forte attenzione è portata alle caratterizzazioni ideolo­giche e all'attività di personaggi con una netta personalità politica. La divi­sione ideale viene ancor più frammentata, specie per quanto riguarda il mondo repubblicano, da indagini che scavano a fondo motivi di unione e motivi di distanza da Mazzini. Un altro elemento forte è la prova che le questioni poste da Demarco, Ghisalberti e Rodelli non possono essere eluse. Anche all'interno di sintesi più generali, la trattazione della Repubblica Romana passa per il confronto con il giudizio dato da quei tre autori.