Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <153>
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LA COSTITUENTE ROMANA NEL 1849
Dopo le note vicende che seguirono l'uccisione di Pellegrino Rossi e la fuga da Roma di Pio IX, un decreto della Suprema Giunta di Stato e Consiglio dei ministri, datato 29 dicembre 1848 e indirizzato ai Popoli dello Stato Romano, stabilì all'art. 1: È convocata in Roma un'Assemblea nazionale che con pieni poteri rappresenti lo Stato Romano .
Assemblea nazionale è dunque il termine con cui fu qualificata la Co­stituente. Questa, eletta a suffragio diretto universale e segreto il 21 gennaio 1849 e nei giorni successivi necessari al completamento delle votazioni e degli scrutini, si insediò il 5 febbraio a Roma nel palazzo della Cancelleria (dove già si riuniva il Consiglio dei deputati nel corso del 1848, durante il periodo del papato costituzionale). L'Assemblea doveva essere composta di 200 membri (il doppio del Consiglio dei deputati) raggruppati per province. Ma il 5 febbraio gli eletti risultavano solo 179, perché le elezioni non si erano potute tenere nella provincia di Benevento (due deputati), occupata dal Re di Napoli, ed inoltre vi erano state elezioni plurime, che dettero luogo, in seguito alle opzioni, ad elezioni suppletive svoltesi fra il 18 feb­braio e il 26 aprile.
L'Assemblea tenne l'ultima seduta plenaria il 2 luglio, approvando in seconda lettura la Costituzione che venne solennemente promulgata dal Campidoglio il giorno successivo; il 4 luglio, quando ancora era riunita in sezione sempre nell'aula del Campidoglio, fu sciolta con la forza da un drappello di militari francesi (che avevano occupato la città nel pomeriggio del 3 luglio) comandato dal colonnello Lamarre. Primo atto dell'Assemblea era stato il decreto fondamentale approvato alle due del mattino del 9 feb­braio col quale, dichiarata la decadenza del papato dal potere temporale dello Stato Romano, si proclamava la Repubblica, l'ultimo, l'approvazione della Costituzione della Repubblica Romana.