Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <156>
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Mauro Ferri
l'adozione quale regolamento provvisorio del regolamento del Consiglio dei deputati. Bonaparte fu il relatore nella seduta dell'I 1 febbraio. Poche modi­ficazioni erano state proposte dalla Commissione e furono accolte senza obiezioni. Il relatore si era trovato invece in disaccordo con gli altri due commissari sulla questione del voto palese o segreto per la votazione delle leggi nel loro complesso. Il tema anticipa un dibattito della nostra Camera dei deputati negli anni '80. L'Assemblea scelse la soluzione del voto palese recepita nell'art. 33 del regolamento. Si discusse anche delle dimissioni o rinunce degli eletti. Dopo varie schermaglie il problema tu rinviato alle sezioni; nella tornata del 14 febbraio, su relazione Pianciani, fu votata la formula dell'art 91 che riconosceva ad ognuno il diritto di dimettersi: ma le dimissioni avevano effetto solo dopo che l'assemblea le avesse promulgate, promulgazione che doveva essere effettuata entro tre giorni dalla pre­sentazione. L'Assemblea votò poi l'adozione provvisoria del regolamento Pll febbraio, salva la questione di cui sopra decisa, come si è detto, succes­sivamente.
Veniamo adesso ad esaminare uno degli aspetti essenziali della vita della Costituente: il problema dell'Esecutivo ed i rapporti e la ripartizione delle competenze con l'Assemblea. Essa aveva ben fermo che anche il po­tere esecutivo era di sua spettanza: si trattava dunque di stabilire attraverso quale organo l'avrebbe esercitato.
Già il 10 febbraio si trovarono a confronto due proposte: quella del deputato Politi che prevedeva un comitato esecutivo di tre membri re­sponsabili ed amovibili a volontà dell'Assemblea; quella del deputato Gabussi che affidava il potere esecutivo a sette ministri, tratti dall'Assem­blea e responsabili dinanzi alla medesima. Dopo una vivace discussione fu approvata la proposta Politi, e dopo breve sospensione, nella ripresa pome­ridiana si dette luogo alla votazione per i componenti del Comitato esecu­tivo. Risultarono eletti Carlo Armellini, Aurelio Saliceti e Mattia Montecchi (quest'ultimo ottenne la maggioranza assoluta richiesta solo in una seconda votazione). Aurelio Saliceti, giurista abruzzese, non era membro dell'Assem­blea ma lo divenne nelle elezioni suppletive del 18 febbraio.
Il decreto è pubblicato con la formula In nome del Popolo l'Assem­blea Costituente romana decreta nel Bollettino delle leggi della Repubblica n, 1 in data 10 febbraio. Nel giorno successivo 11 febbraio, dopo la discus­sione e l'approvazione del regolamento di cui abbiamo parlato, l'Armellini intervenne per comunicare che unitamente ai suoi colleghi accettava l'alto incarico; nello stesso tempo chiese che il Comitato esecutivo fosse autoriz­zato a nominare ministri responsabili. Anche questa richiesta dette luogo a vivace discussione soprattutto sul tema della responsabilità dei Ministri