Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <160>
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Mauro Ferri
Nella seduta del 3 marzo il deputato Monghini presentò un'interpel­lanza al Ministro delle finanze sul mancato adempimento di un decreto dell'Assemblea che disponeva un sussidio per sopperire ai bisogni del commercio di Bologna e Ancona. Questi sussìdi non erano arrivati e di qui l'interpellanza. Il deputato Andreini riprese la questione chiedendo al ministro del commercio perché non avesse sorvegliato in ordine all'invio dei 400.000 scudi di sussidio. Sterbini, incalzato, non riuscì a dare una risposta soddisfacente: si attese il ministro delle finanze Guiccioli, il quale giustificò il ritardo con i tempi indispensabili all'erogazione da parte della Banca Romana della somma di cui era stato disposto il corso forzoso. Nella seduta del 4 marzo Andreini formulò un vero e proprio atto di accusa nei confronti dei due ministri. Dopo una lunga serie di schermaglie, l'Assem­blea finiva per approvare un ordine del giorno conciliativo di Galletti che si limitava a dichiarare: l'Assemblea riconosce che la legge non è stata ese­guita, e posto che la mancanza non abbia recato alcun danno passa all'ordine del giorno. H senso del dibattito anche se così concluso era stato però di sfiducia nei confronti dei due ministri e specialmente dello Sterbini. Guiccioli si dimise, e l'Armellini nella seduta del 6 marzo comunicò all'As­semblea che il Ministro si era dimesso e che il Comitato esecutivo stava provvedendo. In realtà Guiccioli aveva presentato le sue dimissioni all'As­semblea che lo aveva invitato a desìstere manifestandogli piena stima. Ma egli aveva insistito e il Comitato Esecutivo, che era stato assente nel dibat­tito contro i due ministri, formò un nuovo ministero di cui Saffi ministro dell'interno dette comunicazione all'Assemblea annunciando la ricomposi­zione ministeriale. Stranamente di questa ricomposizione o rimpasto non è traccia alcuna nel Bollettino.
Comunque sia, col rimpasto, furono sostituiti i due ministri sfiduciati con Giacomo Manzoni alle Finanze e Montecchi, membro del Comitato esecutivo, al Commercio interinalmente. Muzzarelli dimissionario per ragioni di salute lasciò l'Istruzione pubblica allo Sturbinetti; mentre Cam-pello, che era stato inviato in missione, aveva dovuto lasciare il Ministero della Guerra e, al suo posto, era stato insediato come ministro interino Alessandro CalandreUi.
Non c'era più un Presidente del Consiglio dei ministri; anche per que­sto risultava accresciuto lo stretto legame dei ministri col Comitato Esecu­tivo. II neo ministro Manzoni illustrò all'Assemblea con un discorso assai breve (che non dette luogo a discussione) l'intendimento del nuovo mini­stero. Intanto Mazzini, eletto nelle suppletive del 18 febbraio, aveva fatto il suo ingresso in Assemblea il 6 marzo; nella seduta del 10 marzo tenne un