Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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La Costituente romana nel 1849
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celebre discorso in cui affrontò il problema del rapporto fra l'Assemblea e il Governo, affermando in sostanza che il Governo doveva mantenere legami strettissimi con l'Assemblea stessa; che questa doveva consentire al Governo di svolgere il proprio compito, purché il Governo stesso operasse col massimo di alacrità e di energia. Già nel discorso dell'8 marzo il ministro Manzoni, parlando a nome del Governo, aveva cautamente invitato l'Assemblea a non ingerirsi nell'amministrazione, in linea con quanto lo stesso Manzoni appena nominato ministro aveva sostenuto nella seduta del Comitato esecutivo del 7 marzo.
Quasi come seguito del discorso del 10 marzo, i verbali del Comitato esecutivo ci informano che alla riunione del 17 marzo intervenne Mazzini Egli propose di condur per 10 giorni egli l'Assemblea per lasciar libera l'azione del Governo , in seguito è detto impersonalmente: esporre all'Assemblea in genere che il Governo piglia tutti i provvedimenti necessari. Esponesi la necessità che l'Assemblea sospenda le sedute, formando una commissione di anello tra il Governo e il Popolo, e i rappresentanti si diffondano per le provincie. Sono le tesi ben conosciute di Mazzini: in realtà egli, convinto nel pensiero della necessità di un potere unico, mal si adattava al ruolo preminente dell'Assemblea e nello stesso tempo non aveva molta fiducia nel Governo. Ciò è dimostrato dalla proposta formulata nella seduta del 15 marzo di istituire una commissione di guerra di cinque membri eletti dall'Assemblea fuori del suo seno, col compito di accelerare e agevolare al ministro di Guerra, senza lederne la libertà di azione e la responsabilità, i lavori per la rapida formazione dell'esercito [...] . La proposta fu dichiarata urgente ed approvata nella stessa seduta, mentre la Commissione fu eletta il 17 marzo, senza che il Governo fosse chiamato ad esprimersi nel merito. Nella seduta del 18 marzo (l'Assemblea era stata informata il giorno avanti della ripresa della guerra di indipendenza del Piemonte contro l'Austria), Mazzini pronunciava un importante discorso, in cui invitava l'Assemblea alla concordia e a darsi un potere che avesse in sé un concentxamento di facoltà straordinarie. Sia che il potere rimanga quale è, sia che voi ne facciate un nuovo, dategli queste facoltà, rivestitelo di nuova potenza direttrice suprema. Dopo di che Mazzini ripropose che i rappresentanti si disperdessero nelle provincie lasciando a Roma un corpo cavato dall'Assemblea stessa [...] incaricato d'invigilare, di spronare, di aiutare il Governo [...] . Dopo il discorso di Mazzini l'Assemblea si riunì in Comitato segreto. I discorsi di Mazzini erano sempre coronati da fragorosi applausi, ma in proposte siffatte l'Assemblea, almeno nella sua grande maggioranza, non intendeva affatto seguirlo; essa era più che mai consape-