Rassegna storica del Risorgimento
Repubblica Romana
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1999
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Man
vole della sua sovranità e non poteva accettare un'abdicazione sia pure temporanea dal proprio ruolo. Passando oltre le fasi drammatiche di quella fine di marzo, fra il fallimento dell'unificazione con la Toscana e i problemi della partecipazione alla guerra d'indipendenza con un Piemonte che non riconosceva la Repubblica e non voleva alleanze, ma solo denaro e uomini da impiegare sotto il proprio comando, si giunge alla giornata del 29 marzo, quando l'Assemblea venne informata della sconfitta di Novara e in un'atmosfera insieme di sbigottimento e di eccitazione decise di riunirsi in Comitato segreto.
In quella sede si poneva termine all'esperienza del Governo mediante il Comitato esecutivo. Il Comitato era andato via via esaurendosi, aveva inspiegabilmente trascurato i rapporti con l'Assemblea, dove intervenivano soltanto i ministri; né da parte dei deputati fu mai chiesta la presenza dei membri del Comitato stesso come sarebbe stato nella logica dell'istituzione , segno del sentimento del l'Assemblea nei confronti dell'organo che era sua diretta emanazione.
Lo stato d'animo dell'Assemblea è efficacemente descritto dal Gabussi (memorialista di avvenimenti cui aveva avuto diretta partecipazione): Le condizioni novelle, le inaspettate sventure, le parole del Valerio (inviato straordinario del Piemonte], gli eccitamenti di coloro che spingevano alla concentrazione del potere in mano di uomini risoluti, la poca fiducia nel Comitato che reggeva allora la Repubblica, tutto suggeriva all'Assemblea essere giunto il tempo d'istituire una maniera di dittatura la quale andasse rivestita di straordinarie facoltà: era venuto il momento insomma di mandare ad effetto i consigli di Mazzini. L'Assemblea pertanto veniva in questa risoluzione, ferma però a non separarsi, anzi a rimanere più che mai unita ed attenta a vegliare alla salute della patria. L'Assemblea votò dunque il celebre decreto di cui è importante riprendere il testo completo: L'Assemblea costituente considerando che nella gravità delle attuali circostanze è necessario di concentrare il potere senza che l'Assemblea stessa sospenda l'esercizio del suo mandato; decreta: art. 1 II Comitato Esecutivo è sciolto; art 2 E istituito un triunvirato cui si affida il Governo della Repubblica; art. 3 Al medesimo sono conferiti poteri illimitati per la Guerra della Indipendenza, e la salvezza della Repubblica .
L'Assemblea intendeva dunque continuare ad esercitare le sue funzioni sovrane, sia pure delegando i poteri al Triunvirato.
Mazzini vide accolta la sua proposta, ma soltanto in parte: l'Assemblea, come vedremo, seguirà passo passo l'opera dei triunviri, i quali terranno i contatti con la stessa direttamente e con grande frequenza, discostandosi cosi dal comportamento del Comitato esecutivo.