Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <167>
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La Costituente romana nel 1849
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Il 2 maggio Mazzini intervenne per riferire delle conferenze avute coi parlamentari francesi. L'intervento era stato richiesto dal deputato Agostini (legato a Mazzini) il quale aveva richiamato l'essenza del problema che domina tutto questo periodo: la necessità di conciliare i poteri illimitati attribuiti al Triunvirato con la sovranità e la responsabilità [che] rimane nell'Assemblea. I rapporti continuarono in armonia perfetta: anche quando l'Assemblea non condivideva un atto del governo, come nel caso della nota alle potenze cattoliche letta dal ministro Rusconi il 6 maggio, essa si dava premura di dichiarare che le perplessità espresse non intendevano assoluta­mente intaccare la fiducia nel Triunvirato. Nella seduta del 13 maggio l'Assemblea decise di continuare a sedere in permanenza, ritornando al Palazzo della Cancelleria. Il 15 maggio l'Assemblea invitò il Triunvirato a provvedere energicamente alla situazione di Bologna; il testo è la modifica di una proposta Audinot che usava la formula l'Assemblea ordina al Triunvirato .
Il 15 maggio l'Assemblea veniva informata da un messaggio di Mazzini dell'arrivo dell'inviato straordinario di Francia, De Lesseps; il triunviro assicurava che la politica accoppiatrice di energia e conciliazione tenuta finora [...] sarà seguita. Il 17 maggio l'Assemblea riceve una comunicazione con cui il Triunvirato annunciava la sospensione delle ostilità fra la Repub­blica romana e la Repubblica francese. Si aggiungeva che si stava trattando e che il De Lesseps aveva chiesto che una commissione di tre membri scelti dall'Assemblea nel suo seno assumesse una conferenza con lui e col generale Oudinot sulle cose romane. L'Assemblea decida: il voto del Triunvirato sta per l'accettazione della proposta. L'Assemblea annui e nominò mediante elezione segreta Sturbinetti (senatore di Roma), Audinot e Cernuschi. La richiesta del De Lesseps aveva l'intendimento di verificare la consonanza fra le posizioni rigide di Mazzini e quelle dell'Assemblea con la speranza di trovare in questa maggiore disponibilità.
Mazzini acconsentì proprio per dimostrare che l'Assemblea pensava all'unisono col Triunvirato; di ciò era pienamente convinto e i fatti gli dettero sostanzialmente ragione. Nella seduta successiva del 18 maggio Cernuschi rinnovò per lettera la sua rinuncia a far parte della commissione, rinuncia che il giorno prima non gli era stata consentita. Questa volta l'Assemblea accettò ed elesse al suo posto Agostini. L'Assemblea decise anche che la Commissione dovesse riferirle direttamente, e decretò la cessa­zione dello stato di permanenza. Questo episodio è indicativo del ruolo preminente che l'Assemblea tendeva a riprendere anche in campi di azione, come quello di una trattativa diplomatica, di per sé riservati all'Esecutivo e