Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <168>
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Mauro Ferri
deferiti alle Assemblee rappresentative in sede di rarifica. Tuttavia il rap­porto di fiducia non era incrinato, anche perché Mazzini e i suoi colleghi erano rispettosissimi dell'Assemblea e consapevoli che in essa restava il potere sovrano.
Il 19 maggio l'Assemblea ascoltò in comitato segreto il rapporto della sua Commissione e rigettò le proposte dell'inviato francese affidando al Triunvirato di spiegarne i motivi e di proseguire quegli offici che riescano a stabilire i migliori rapporti fra le due Repubbliche . Nei giorni successivi i deputati continuarono a legiferare, mentre la Commissione ad hoc formata dalla Commissione originaria e dai rappresentanti delle sezioni procedette nella messa a punto del progetto costituzionale. Il 28 maggio l'Assemblea ascoltò la lettura della nota riassuntiva di Mazzini a Lesseps e della risposta di questo. Si plaudì a Mazzini e si confermò che fosse il Triunvirato a continuare le trattative.
Il 30 maggio l'Assemblea prese cognizione di una nota contenente una proposta dell'inviato francese a carattere ultimativo. Fu deciso ad unanimità di rimettere la nota al Triunvirato, dichiarando cessato l'ufficio dei tre commissari dell'Assemblea. Il 1 giugno fu il triunviro Saffi a comunicare all'Assemblea riunita in Comitato segreto la proposta di accordo intervenuto fra i triunviri e l'inviato francese con riserva di approvazione dell'Assem­blea.
Questa approvò e il Presidente diede lettura dell'accordo in seduta pubblica, lettura accolta da applausi fragorosi con i deputati in piedi che gridavano viva la Repubblica romana , e Cernuschi che commentava: Il 30 aprile fu salvo l'onore delle armi repubblicane: un mese dopo il 31 maggio è salvo l'onore della diplomazia repubblicana. Quel che avvenne dopo è ben noto: il generale Oudinot rifiutò l'accordo; De Lesseps fu sconfessato e richiamato dal governo francese, ed il 3 giugno riprese l'offensiva contro Roma. Nella stessa data l'Assemblea deliberò nuovamente di sedere in permanenza. Non è questa la sede per occuparci dell'eroica difesa di Roma. Ci limitiamo a dire che la Costituente romana segui minuto per minuto revolversi della situazione, mentre non pochi dei suoi membri si trovavano fra i combattenti Comunque l'Assemblea continuò impavida nelle sue attività che nella seconda metà di giugno si concentrò in primo luogo nella discussione del progetto definitivo di Costituzione, che il Saliceti relatore aveva presentato e illustrato nella seduta del 10 giugno. Da notare che nella seduta dell'I 1, dovendosi procedere al rinnovo dell'Ufficio di pre­sidenza, il Bonaparte non fu confermato vice presidente e al suo posto fu eletto Allocatelli di Cesena dopo che Muzzarelli dichiarò di non poter