Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <170>
immagine non disponibile

170 Mauro Ferri
rivelavano l'origine veramente popolare [...] e con un interrogativo che postula chiaramente una risposta positiva: Resta da chiedersi se non fu­rono proprio i rappresentanti a dar vita al mito di Roma italiana, a creare, non a tradire "il concetto italiano di Roma" che cadeva fiera ed orgo­gliosa sul Campidoglio, facendo del suo Governo qualcosa di più nobile ed austero dei Governi provvisori fuggiaschi di fronte all'incalzar del ne­mico.
Mazzini e i suoi colleghi si dimisero, furono dichiarati benemeriti della patria, così come il Municipio di Roma, cui fu rimesso ogni contatto ed eventuale accordo sui termini dell'occupazione di Roma col generale Oudi-not, dopo che questi fu informato del decreto di cessazione della resistenza. Ma la Costituente tornò a riunirsi certamente il 1 e il 2 luglio e forse anche il 3 per terminare la discussione della Costituzione e votarla almeno secondo il Gabussi anche in seconda lettura. L'Assemblea no­minò pure un nuovo potere esecutivo, o secondo Triunvirato, nelle persone di Saliceti, Alessandro Calandrelli e Mariani. Adottò anche pochi altri prov­vedimenti, l'ultimo dei quali, pubblicato nel Bollettino sotto la data del 3 luglio, concerneva l'estensione ai caduti nella guerra combattuta per la Repubblica delle provvidenze previste dalla legge del 29 marzo per la guerra dell'Indipendenza italiana . Il 4 luglio l'Assemblea, che era ancora riunita in sezione, fu sciolta con la forza, come si è già detto, secondo il racconto del Filopanti che stilò e lesse ai militari francesi la protesta poi sottoscritta dalla Presidenza e da gran parte dei deputati.
Tirando a questo punto le somme per quanto riguarda la seconda fase della vita della Costituente e della Repubblica, si può dire che il rapporto Assemblea-Triunvirato funzionò nella fiducia reciproca almeno fino a agli ultimi giorni: resse comunque bene la prova nei vari momenti dei contatti e della trattativa coi francesi. Gli illimitati poteri concessi il 29 marzo si ridussero in realtà per il Triunvirato all'esercizio, oltre naturalmente del potere di governo, del potere legislativo, effettuato sempre con grandi riguardi per l'Assemblea che per altro non se ne ritenne mai spogliata e continuò a legiferare anch'essa in maniera crescente. Dal punto di vista formale poco cambiò quindi rispetto al periodo del Comitato esecutivo. Grande però fu la differenza nel rapporto di fiducia e nel prestigio goduto fino agli ultimi giorni dal Triunvirato e soprattutto da Mazzini, nei con­fronti del quale l'Assemblea, anche quando non ne condivideva le opinioni, mostrò sempre un rispetto quasi reverenziale.
Brevi cenni adesso su due aspetti particolari che caratterizzano anch'essi l'Assemblea costituente romana. Uno è tipico del tempo, ed è espressione di una indubbia tendenza alla declamazione e alla retorica: si