Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Polonia. Storia militare. Secoli XIX-XX
anno <1999>   pagina <171>
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La Costituente romana nel 1849
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tratta dell'abitudine frequente di indirizzare proclami e messaggi non sol­tanto al popolo romano, o ai popoli dello Stato, ma anche all'esterno verso popoli, assemblee rappresentative degli altri Stati italiani e di paesi europei. Certamente gli straordinari avvenimenti del *48-'49 in Italia e in Europa favorivano questa tendenza, del resto comune ad altri organismi, come è dimostrato dal fatto che spesso è l'Assemblea romana a ricevere messaggi e ad inviare le risposte. Dal punto di vista procedurale i testi sono qualche volta proposti direttamente da uno o più rappresentanti, più spesso la redazione ne è affidata al Presidente o ad una Commissione scelta apposi­tamente. Esaminare tutti questi proclami e messaggi ci porterebbe lontano: ci limitiamo perciò a qualche citazione a titolo di esempio. In verità bisogna arrivare al 2 marzo per trovare un indirizzo intestato l'Assemblea costi­tuente a tutti i popoli. Il testo redatto dal deputato Agostini, approvato per acclamazione nel Comitato segreto del 1 marzo, così infoiar "Un po­polo novello vi si presenta a dimandare e ad offrire benevolenza, rispetto, fratellanza; il contenuto si prefigge di dare assicurazioni sulla libertà e garanzia che la Repubblica vuole offrire al Pontefice. Il 6 marzo, dopo che Mazzini ha parlato sullo stato in cui si trova in Toscana la questione dell'unificazione con Roma, l'Assemblea si rivolge al popolo toscano con un invito che sarà recato da una deputazione di tre membri, Guiccioli, Came­rata e Gabussi. Il 17 marzo l'Assemblea prende cognizione di un indirizzo rivoltole da un gruppo di deputati francesi che inizia così: La Démocratie francaise vient saluer en vous avec enthousiasme, la République glorieuse ment fondée sur les bords du Tibre. Honneur au peuple romain! L'histoire admirera la grandeur de son oeuvre. Mazzini è incaricato di predisporre la risposta che viene approvata nella seduta del giorno successivo. Il 22 marzo viene approvato per acclamazione un proclama ai popoli della repubblica romana, col quale si chiedono uomini e danari per la guerra d'indi­pendenza.
Il 24 marzo viene letto un indirizzo di plauso e di solidarietà del po­polo di Ginevra riunito in assemblea popolare: ancora una volta Mazzini è incaricato di redigere la risposta approvata il giorno dopo. Un indirizzo della Commissione della solidarité républìcaine di Bastia è comunicato nella stessa seduta e la risposta è sempre approvata su testo di Mazzini.
Il 27 marzo giungono alla Costituente le risposte calorose all'indirizzo rivolto a tutti i popoli da parte della Repubblica di S. Marino e del Presi­dente della Camera piemontese. Gli esempi continuano anche nel periodo che segue il 29 marzo, data di nomina e di conferimento di poteri al Triun-virato. Il 14 aprile è quest'ultimo a tradurre in un proclama indirizzato agli italiani la solenne dichiarazione dell'Assemblea sulla Repubblica che non