Rassegna storica del Risorgimento

Repubblica Romana
anno <1999>   pagina <176>
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Carlo Ghisalberti
derivante dalla volontà di un sovrano che benignamente e graziosamente la concede ai sudditi autolimitando con questa concessione i propri poteri e le proprie prerogative, non può essere considerata democratica. Come pure tale non può essere considerata quella che, derivante dalla storia, per opera della interpretazione o della prassi, per l'evoluzione delle circostanze politi­che, delle ideologie o della mentalità, assume contenuti nuovi, di carattere definito poi più avanzato rispetto a quelli originari che l'avevano qualificata. Nessun politico, infatti, vissuto nella seconda metà dell'Ottocento avrebbe definito democratica la carta francese del 1814 che inaugurava il costituzio­nalismo della Restaurazione diventandone uno dei modelli tipici, né avrebbe qualificato con quell'aggettivo la esemplare costituzione inglese, pur esaltan­done l'adattabilità ai tempi e la capacità di rispondere alle esigenze sempre mutevoli della vita pubblica. Infatti Yoctroi di Luigi XVIII rifletteva l'im­magine di una sovranità spettante al solo monarca, pur disposto dopo il periodo rivoluzionario e napoleonico ad accettare qualche limite al suo esercizio in favore dei rappresentanti nelle due camere dell'aristocrazia ere­ditaria od ecclesiastica e della più alta borghesia, mentre la Costituzione in­glese riponeva il potere supremo nel binomio costituito dal re e dal glorioso parlamento, tuttora riflettente le tradizionali articolazioni di classe della società d'oltre Manica.
Di qui l'idea, piuttosto diffusa nella cultura politica e nella giuspubbli-cistica, che la democraticità di una forma di costituzionalismo si dovesse essenzialmente identificare nella volontà, popolare, o, meglio, nel pouvoir constituant di cui il popolo avrebbe investito un'Assemblea da lui stesso eletta dandole il mandato di redigere una Costituzione. Di qui, ancora, lo sguardo necessariamente rivolto a quelle Assemblee costituenti, manifesta­zione prima ed al tempo stesso espressione più alta della volontà popolare, che si susseguirono di qua come di là dall'Atlantico per un cinquantennio dopo la fine del Settecento, da quella americana del 1787 a quella francese del 1789 e che diedero vita alle prime moderne costituzioni scritte.
Era pur vero, però, che nel pensiero politico dell'Ottocento, e segna­tamente nella riflessione italiana, quelle più antiche Costituenti non incontra­rono sempre né la stessa attenzione né il medesimo favore. L'operato della Convenzione di Filadelfia appariva, infatti, piuttosto distante dalla percezio­ne e dalle idealità degli uomini del Risorgimento per lo più abbastanza disinformati e scarsamente sensibili nei confronti di ciò che era avvenuto in America.2) Anche l'attività della Costituente nata a Parigi dalla trasforma-
3 Da vedete su questo punto S. MA.STTSLL.GNK, l*a costituitone degli Stati Uniti d'Ame­rica e gli uomini del "Risorgimento (1820-1860), in AA.VV,, Italia e Stati Uniti nell'età del