Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Casa Savoia. Forze Armate. Secolo XIX
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1999
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178 Carlo Gbualberti
Per questo il recupero dell'idea di Costituente nclPEuropa dei 1848-49 non poteva in alcun modo collegarsi ad esperienze più antiche da considerare per le loro concrete realizzazioni, ma doveva soltanto fondarsi sul ricorso ad un principio astratto, concepito ormai come del rutto alternativo, e considerato anzi opposto, a quello allora prevalente dellV/n?/. La concessione sovrana, variamente espressa e formulata, aveva, infatti, dominato la scena costituzionale europea dalla Restaurazione in poi ed aveva avuto, come si è detto, il suo modello esemplare nella carta francese del 1814, spesso più o meno largamente imitata nei suoi contenuti da quelle di altri Stati allora più che mai decisi a negare ogni legittimazione politica ed ogni valore giuridico alle espressioni, dirette od indirette, della sovranità popolare o del pouvoir constituant che le concezioni politiche rivoluzionarie avevano attribuito alla nazione.
La negazione dinastica della legittimazione fondata sulla Costituente implicava anche il rifiuto delle forme plebiscitarie sulle quali il cesarismo napoleonico aveva fondato il proprio potere e che pure apparivano ben diverse da quelle usate dalla rivoluzione tra il 1789 ed il 1795. La Costituzione dell'anno Vili (1799) che aveva creato il consolato, quella dell'anno X (1802) che l'aveva trasformato in organo vitalizio, e quella del anno XII (1804) che aveva innalzato Napoleone I alla dignità imperiale, come è noto, erano state approvate direttamente dall'elettorato mediante i plebisciti, considerati anch'essi dall'ideologia politica e dalla dottrina giuridica del tempo come l'espressione più diretta di esercizio della sovranità popolare. Non a caso Bonaparte continuò sempre a considerarsi enfant de la Bastille, rifiutando ogni altra forma di legittimazione politica del suo potere fino alla crisi finale del suo impero, alla vigilia, cioè, di Waterloo, quando, emanando, su consiglio di Benjamin Constant, Valete additìonneì ause constitutìons de l'Empire del 1815 dichiarava ai francesi di considerarsi élevé au tróne par votre choix in quanto tout ce qui a été fait sans vous est illégitime .4>
Di qui la profonda differenza sul piano teorico con la legittimazione àéoctroi di Luigi XVIII. Il sovrano, restaurato sul trono, riaffermava nel preambolo della Charte del 1814 la tesi della totale sovranità regia, fondan-
passim, e al più recente Stato nazione e costìtuionf eie, pp. 25 sgg. Per i testi costituzionali francesi ai quali si fa riferimento cfr. M. DUVKROIÌR, Constìtulians et dotumnts polìttQtmy Paris, 1974, VII cdk Per quelli italiani resta finora insuperata, per la sua completezza, la raccolta he costituzioni italiani 17 96-1946 a cura di A, AQUARONE, M. D'ADDIO, G. NEGRI, Milano, 1958.
4) Cfr. la v. Ade additionnel in Dktìonnaire Napoléon sous la direction de J. TULARD, Paris, 1987, pp. 2 agg., oltre a R. WARLUMONT, La riprése ntation itonontiqHe Hans VActe nddtitonneL in Revw interiiationale d'histùire politìane <tt constitutionnelle, 1954, pp. 244 sgg.