Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1921>   pagina <580>
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880 Giovanni Sform
cadesse in mano di uomini meno onesti, meno atti ad inspirare Lucia? Io feci questa obiezione al Signor Drouyn, il quale cosi mi rispòse: L'onore della Francia sarebbe troppo impegnato da rendere possibile una mancanza di fede a qualunque ammini­strazione. E ponghiaino che la Francia ci si inducesse, forse che Inghilterra il comporterebbe? La cooperazione di questa (che il signor Drouyn tiene per probabile) e anche il solo consenso già prestato da lei all'impresa, basta a garantire l'indipendenza Piemontese, a sop<fcvegiiare la Francia affinchè non abusi della sua stanza in Italia oltre i termina che gli verranno conceduti.
H Ministro si dolse eziandio meco (in termini però riserba-tissimi e urbanissimi) che il nostro Gabinetto abbia sin ora re­cata nelle sue pratiche coll'Austria una certa tergiversazione,, una lentezza, una perplessità che, diceva egli, spiacciono a "Vienna, insospettiscono quel Governo e gli porgono occasione di credere che da noi si continui la politica versata!: e versipelle di Carlo Alber.tp.vSi dolse pure che noi non abbiamo presentato all'Austria un contro-progetto. Bigetti, diceva egli, il Gabinetto Piemontese tutti i capitoli che stima di non poter accettare o come troppo gravosi, o come lesivi dei diritti e della .dignità della Corona Sarda; ma lo faccia prontamente, schiettamente, con modestia e garbatezza di forme, e facendo sentire all'Austria non essere in propria facoltà fare altrimenti senza incorrere in maggiori mali. E poi aggiunga: se ammettete il mio contro-progetto, remo amici e potrete far conto sulla lealtà della mia amicizia Ma se lo ripudiate, sarò costretto mio malgrado a ripigliare le armi, e se voi occuperete una minima parte del mio territorio, io chiamerò a Genova la Francia, ci chiamerò l'Inghilterra af­finchè controbilancino colle loro armi: la vostra potenza.
Se l'Austria non cede, sii non discende a termini ragionevoli, il partito propostoci dalla Francia mi pare l'unica via di salute che ci rimanga. Esso certo contiene qualche rimoto pericolo, ma oltre che in politica non si danno epedienti senza pericolo, i rischi che correrebbe la nostra indipendenza e quelli che minaeciereb-berp le nostre istituzioni appigliandoci all'altro partito mi sem­brano più vicini e maggiori.
Il Signor Conte; Fréschi e il. Signor aw. Pasini, Inviati di Venezia costì e in Parigi, m'incaricano di rammentare all'Ev'C; come già feci ieri., fe preghiera èie jpfe H- indirizzarono di con­tinuare per ora alla sventurata loro città la sovvenzione già con-